I Vampiri esistono: ecco i casi reali

Ecco i casi veri, di persone considerate vampiri nella storia.

Vampiri esistono reali veri
Vampiri reali

Protagonisti indiscussi della sfera horror. Creature affascinanti, leggendarie e tra le più antiche, difatti, storie riguardanti vampiri e vampirismo risalgono ai tempi degli egizi trovando una loro interpretazione in base alla cultura del posto. Razionalmente parlando, sulla loro esistenza esistono molti dubbi, ma è anche vero che il vampirismo è stato riconosciuto come una reale patologia psicologica associata ad un virus (come per la licantropia, simile alla rabbia) che causerebbe una forte attrazione di tipo animalesco verso il sangue.

Nel corso della storia innumerevoli sono stati i casi di avvistamenti di vampiri o presunti tali. Uno dei più recenti risale al 2009 e riguarda il ritrovamento a Venezia di una donna la quale, secondo delle analisi, fu accusata di essere stata una vampira e pertanto fu sotterrata con un mattone in bocca (metodo di precauzione usato in tempi antichi).

Tutti noi abbiamo imparato a conoscere i vampiri grazie a Dracula di Bram Stoker che si ispirò a Vlad III Principe di Valacchia; ma fascino e leggenda a parte, uno dei primi avvistamenti associati a un “vero vampiro” è avvenuto a New Orleans, in un luogo detto “Casa Do Diablo”.

Tra i vampiri più antichi spicca il nome di un italiano Vincenzo Verzeni, dato per morto suicida nel 1874, ma spentosi poi in verità nel 1911, è considerato il “Vampiro della Bergamasca”. L’uomo tra il 1867 e il 1872 aggredì ben otto donne uccidendone due, addentandole al collo e succhiando loro il sangue.

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La storia dell’inglese John Haigh ha tratti da vero e proprio film horror. L’uomo a causa di un’incidente stradale assaporò il gusto del sangue umano e da lì in poi iniziò ad uccidere, dissanguando i cadaveri e sbarazzandosene poi con acido muriatico. Fu condannato all’impiccagione nella prigione di Wandsworth. Secondo i referti, Haigh non mostrò mai segni di pentimento, bensì si considerava un incompreso.

Un’altra vicenda ancora più agghiacciante è quella di Peter Kurten, noto come il “Vampiro di Düsseldorf” , che compì ben nove delitti e sette tentati omicidi tra il 1913 e il 1929. L’uomo aveva l’abitudine di bere il sangue delle sue vittime, cosa bizzarra fu che prima di essere arrestato, confessò il tutto alla moglie affinché lei lo denunciasse e riscuotesse la taglia a suo carico.

Ancora, il caso di Nicolas Claux il quale beveva il sangue dei cadaveri nell’ospedale in cui lavorava e dissotterrava i corpi nei cimiteri con lo stesso intento. Amante di pratiche sadomasochiste, fu incastrato per l’uccisione di un uomo conosciuto nel 1994 su una chat.

Più recentemente, nel 2011 una badante ucraina Nataliya Shynyan uccise a coltellate un’anziana di ottantotto anni dichiarando poi di essere stata indotta a farlo da un demone-vampiro.

Queste “poche” vicende fanno capire quanto sia spaventoso questo presunto disturbo mentale, ma allo stesso tempo, aprono quello spiraglio della porta infernale, mettendo tra noi, degli spaventosi demoni assetati di sangue.