I lupi mannari esistono? Ecco i casi reali

I licantropi esistono? Ecco i casi reali di persone divenute lupi mannari.

Lupi mannari esistono
Lupi mannari esistono

Da sempre, i lupi mannari sono tra le creature che hanno scatenato il timore di numerosi popoli. Tutt’oggi, non si è ancora scoperto se questi esseri esistano davvero o si tratti pura invenzione.

I suddetti lupi mannari o licantropi in realtà, sarebbero affetti da una malattia (ritenuta di origine asiatica o africana) nota per l’appunto, come licantropia, per molti aspetti simile alla rabbia, anch’essa infatti, provoca in chi ne è affetto comportamenti violenti, causati probabilmente dal fastidioso calore corporeo e la difficoltà nel respirare. I malcapitati più volte sono stati identificati come delle vere e proprie “bestie inumane”, per i loro comportamenti e a causa della dilatazione delle pupille.

    Sintomi riscontrati su persona affette da licantropia

  • Pupille molto dilatate
  • Insopportabile senso di calore nel corpo
  • Bava alla bocca
  • Atteggiamento rabbioso

In tempi antichi la licantropia era considerata una delle tante epidemie di satanismo e di conseguenza, come rimedio si ricorreva, così come per le streghe, a bruciare vivi i soggetti o ad infliggere loro una bastonata mortale sulla testa.

Nel corso dei secoli, fortunatamente, si è scoperta l’origine medica del malanno, ed è stato in gran parte del globo debellato, con buona pace dei purificatori della chiesa, salvando diverse anime dal rogo e dalle “mazzate”.

Ciò nonostante, tale malessere come ben noto, è leggendario e definirlo solo un disturbo medico, sminuirebbe il vero fascino dei licantropi; infatti, dall’antichità fino ai tempi moderni, i casi ritenuti reali di persone considerate lupi mannari sono tantissimi.

Leggi anche:

I casi reali di licantropia

Nel 1521 a Poligny (Francia), dalle autorità fu registrato un caso di attacco da parte di un lupo mannaro nei confronti di diverse persone.
Nel 1589 a Bedburg (Germania) Pete Stubbe, un serial killer, colpevole di aver ucciso tredici bambini e due donne incinte, dichiarò di essere stato trasformato in lupo mannaro dal diavolo. L’uomo fu decapitato, la sua testa infilzata a un palo e il corpo bruciato.
Nel 1598 a Chalons (Francia) un sarto fu accusato di aver attirato nella propria dimora diversi bambini solo per tagliar loro la gola e mangiarli. L’uomo, secondo alcune testimonianze, era solito trasformarsi in lupo mannaro per dar la caccia alle sue prede durante la notte, di fatto poi nella sua cantina fu rinvenuta una cassa contenente ossa e sangue.
Nel 1603 in Guascogna (Francia) un adolescente Jean Grenier ammise di essere un lupo mannaro e di aver sgozzato diversi suoi coetanei. Il ragazzo raccontò alle autorità di aver ricevuto quel potere da un uomo strano e di recarsi ogni notte nei paesi vicini a caccia di carne umana insieme ad altri nove licantropi.
Casi di cronaca nera riguardante i lupi mannari sono stati registrati anche in Italia.
Negli anni ’50 fu arrestato a Roma il cosiddetto “lupo mannaro di Villa Borghese”, Paolo Rossi, un uomo che secondo le dichiarazioni, durante gli attacchi era invaso da un forte calore, talmente forte da spingerlo a denudarsi per correre nell’erba, comportandosi per l’appunto in maniera bestiale. Un’altra nota vicenda è quella di Iolanda Pascucci, la cosiddetta “lupa di Posillipo”. Nata a Roma nel 1921, fu affetta da licantropia all’età di dodici anni. Durante le notti di luna piena era solita avvertire una sensazione di calore che le saliva dalla esofago, con conseguente fuoriuscita di bava e dilatazione degli pupille. Durante i suoi attacchi era solita scappare di casa per salvaguardare il marito e i figli, fino a quando non decise di allontanarsi definitivamente. Fu però fermata poco tempo dopo e rinchiusa nell’ospedale degli incurabili a Napoli, ma riuscì a scappare da lì e non si seppe più nulla di lei.
Nel 1951, un altro caso singolare si registrò a Madonna di Monte vicino Savona, dove una bambina di quattro anni Rosalba Guizza emetteva veri e propri ululati ed era dotata di una smisurata forza.
Questi ovviamente sono solo alcuni dei moltissimi casi registrati nei secoli. Come accade per tutte le “bestie” rese immortali della letteratura, non si conosce mai il confine tra fantasia e verità, e probabilmente, tale confine non esiste affatto. Non ci resta che accontentarci di quel brivido che ci assale durante quelle notti di luna piena quando avvertiamo un ululato e ci chiediamo se si tratti di un cane, di un lupo o di un essere non del tutto umano.