Twin Peaks: Il Ritorno – Recensione episodio 3×13

Il tempo si è fermato a Twin Peaks. Ecco la recensione del tredicesimo episodio del revival.

Twin Peaks Recensione episodio 3x13
Twin Peaks Recensione episodio 3×13

[Attenzione! L’articolo può contenere spoiler!]

È tempo di fermarci un istante e pensare. A soli 5 episodi dalla season finale, Lynch e Frost decidono di fare un passo indietro, di proporci una momento di riflessione. Sul tempo, i cambiamenti e le attese. Ad un passo dalla fine. È qualcosa di quantomeno frustrante. Forse, però, è proprio questa la chiave al centro della riflessione.

Ancora una volta, Lynch mette alla prova il suo fedele telespettatore, perché chi non aveva né la pazienza né il gusto d’apprezzare “Twin Peaks” se n’è andato da un pezzo. Chi è rimasto ha capito: “Twin Peaks” è arte e l’arte va accolta così com’è.

In questa tredicesima puntata non è accaduto molto, anzi non è accaduto quasi nulla di rilevante, solo un susseguirsi di episodi di vita vissuta. Il dottor Jacoby fa visita a Nadine. Al Double R, Norma discute con Walter sulla gestione della catena di ristoranti, mentre Ed e Bobby cenano. Sarah Palmer guarda un incontro di boxe le cui medesime scene si ripetono all’infinito. Audrey continua a chiedere a Charlie dove si trovi Billy, ma non intende uscire di casa. Come se fosse “stranamente” bloccata.

In qualche modo, sono tutti statici, intrappolati in un loop temporale a replicare le stesse azioni nella loro quotidianità. Neppure lo scorrere degli anni è riuscito a scalfirli con qualche cambiamento. Norma ed Ed non sono riusciti a stare insieme. Shelly è rimasta amante degli uomini pericolosi. Al Roadhouse, James canta “Just You”, riportandoci indietro addirittura di 25 anni, mentre suonava quelle stesse note per Maddy e Donna. Una delle scene più note della vecchia serie.

Chi è cambiato, invece, non ha d’altra parte ottenuto un “premio” dalla vita, come Bobby che, pur intrapresa una via più retta, ha perso Shelly e palpabile si percepisce la sua solitudine. Il tempo non ha pietà per nessuno e tutti sono prigionieri dei loro fantasmi. Noi, dunque, viviamo questo purgatorio insieme a loro.

Tuttavia, un premio Lynch ce lo vuole comunque regalare. L’apice della puntata è sicuramente occupato da Bad Cooper che, sulle tracce di Ray, si scontra con il suo capo e lo uccide, facendo sfoggio delle sue doti soprannaturali. Una scena davvero emozionante! Il doppelgänger costringe, infine, Ray ad indossare l’anello di giada che, una volta morto, lo materializza nella Loggia Nera, dove il gioiello viene raccolto da Mike.

Non ci è certo sfuggito, inoltre, che nella gang di Ray fa la sua comparsa Richard Horne. Avete notato con che interessa il ragazzo ha osservato Bad Cooper? Qui gatta ci cova!

Dale, invece, sembra ancora ben lontano da ritornare in sé, ma ci regala insieme ai fratelli Mitchum i momenti più divertenti della puntata. È da tempo chiaro come il suo risveglio faccia parte dell’atto finale della serie, quindi abbiamo ancora un bel po’ di strada da fare prima che il nostro Dale Cooper torni da noi. A quanto pare, però, quel fatidico anello di giada era destinato proprio a lui…