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Il suono della paura. La recensione di The nameless ballad e l’intervista a Federico Zampaglione, Giglia Marra e al produttore Michele Protino

Tre anni dopo The Well e dopo aver pubblicato due album di canzoni originali con la sua band “Tiromancino“, Federico Zampaglione  torna alla sua più grande passione: dietro la macchina da presa a fare Cinema e gira un nuovo film Horror: The nameless ballad. Ancora una volta, il suo bisogno di percorrere nuove strade, lo ha portato ad esplorare una tipologia di paura diversa dal precedente. Mentre The Well era una truculenta e granguignolesca festa di sangue, The nameless ballad è una Ghost Story dalle atmosfere oscure ed inquietanti, densa di suspense. Questa volta Zampaglione ha scritto la sceneggiatura insieme alla regina italiana del Mistery e del Noir, la scrittrice Barbara Baraldi, che è anche curatrice degli albi a fumetti di “Dylan Dog”.

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“Con Barbara avevamo precedentemente scritto il soggetto di un film tratto dal suo romanzo “La bambola dagli occhi di cristallo”, ma sfortunatamente il progetto poi non si è materializzato.”, ci spiega Federico, “ciò nonostante ci siamo ripromessi di lavorare ancora insieme, perché tra noi c’è una grande affinità e  lei conosce perfettamente i meccanismi della suspense, così, quando ho scritto la prima bozza della sceneggiatura di The nameless ballad,gliela ho subito mandata. Barbara ha iniziato a lavorarci sopra, aggiungendo, cancellando e riscrivendo cose, secondo la sua maestria ed esperienza di scrittrice. Anche io ho cambiato e riscritto interi paragrafi, fino a quando la sceneggiatura non ha preso la sua forma finale. Quella tra di noi è stata come una partita di Ping Pong!”.

La collaborazione tra loro ha dato vita a una partnership solida e duratura e, mentre Federico lavorava alla parte visionaria del film, Barbara ha caratterizzato meglio i personaggi e ha dato profondità alla vicenda. La storia segue il musicista britannico, con origini Italiane,  Sam Gallo (Jamie Ward) che, dopo il successo del suo album di debutto, sotto pressione della etichetta discografica, che chiede nuove canzoni, attraversando una crisi creativa, decide di tornare all’ambiente rurale Italiano dove ha trascorso le estati della sua infanzia, per trovare ispirazione per nuovo materiale. Ma quella che sembrava una via d’uscita alla sua fase di stasi artistica, lo trascina invece in una spirale autodistruttiva in cui non sembra esservi via d’uscita. La casa isolata è infatti abitata dall’oscura presenza di una donna, vissuta in quella dimora un secolo prima, che si nutre della sua inquietudine, trasformando i suoi impulsi creativi in qualcosa di distruttivo e la sua ossessione per la musica degenera gradualmente in un pericoloso crollo psicologico.

Il film è prodotto dalla “Somic Film“ di Michele Protino, una giovane azienda nata dalla passione per il Cinema del suo fondatore; “Ho iniziato come freelance, ho studiato economia aziendale, poi, un paio di anni fa, insieme a mia moglie, abbiamo deciso di dare vita a una nostra società indipendente“, ci dice, “inizialmente abbiamo prodotto alcuni cortometraggi, poi abbiamo conosciuto Federico e ci siamo innamorati della sceneggiatura, decidendo di produrre il nostro primo lungometraggio. Il nostro obiettivo è produrre e sviluppare progetti artistici di ampio respiro, avendo Federico come fiore all’occhiello della nostra azienda e trovare giovani registi, desiderosi di realizzare piccoli film internazionali, possibilmente Horror, poiché vogliamo far crescere nuovamente questo genere in Italia“.

Zampaglione, ancora una volta, si è circondato della propria famiglia per formare il cast del film e, così come in The Well aveva scelto la figlia e Claudia Gerini, la sua ex compagna,  per The nameless ballad ha chiesto alla moglie, l’attrice Giglia Marra, di interpretare il ruolo del fantasma che infesta la villa teatro della vicenda. “Per me è stata un’esperienza unica“, ci ha raccontato Giglia, “perché  ho dovuto  interpretare  un  personaggio  molto complesso e questo mi ha permesso di esprimere tante emozioni e stati d’animo diversi. Allo stesso tempo era un compito difficile, perché dovevo sopportare tre ore di trucco al giorno!“. Essere diretta dal marito è stata un’esperienza molto stimolante per l’attrice, “Federico è molto attento ai dettagli e ha fatto emergere alcune mie qualità che non pensavo di avere. Lavorare con lui è sempre una scoperta e non ti annoi mai“.

Mentre spesso le pellicole sulle case infestate si affidano ad apparizioni spettrali ed a collaudati “jump scares” per terrorizzare gli spettatori, la sceneggiatura di The nameless ballad sfrutta porte scricchiolanti, illuminazione rarefatta, suoni striduli e passaggi angusti, per trasformare ogni angolo, corridoio e stanza, in un potenziale luogo che genera paura; dove anche lo scandire del tempo del metronomo e l’incessante ripetersi della melodia del pianoforte alimentano l’inquietudine dello spettatore. Una suite ossessiva, una musica maledetta che entra nella testa di Sam e lo consuma, trascinandolo in un vortice di visioni inquietanti e autodistruzione.

Il regista romano firma con questo film il suo lavoro più intimo e personale, in cui si fondono le sue due passioni: la musica ed il Cinema Horror. “Credo davvero che questo sia il mio miglior film. Rispetto a The Well c’è stata un’evoluzione della qualità della scrittura, grazie alla presenza di Barbara Baraldi, poi questa volta ho ambientato la storia nel mondo della musica, un ambiente che conosco molto bene”, ci dice ancora Federico, “ne conosco i meccanismi, le insidie, i pericoli e le angosce, perché le ho vissute tutte sulla mia pelle e quindi mi sono ritrovato a lavorare su qualcosa che mi appartiene profondamente. Anche se forse è il meno violento dei mie film Horror, sono convinto che faccia però più paura, perché ha un’atmosfera tesa, che ti entra sotto pelle e ti spaventa”.

Con The nameless ballad Zampaglione riesce ancora a non ripetersi e costruisce un opera angosciante, ma al tempo stesso elegante e suggestiva, pervasa da un’atmosfera oscura e inquietante, che richiama gli elementi della tradizione dell’Horror gotico Italiano, senza tralasciare di lanciare una velata critica al sistema musicale ed alle pressioni, a cui sottopongono gli artisti, le etichette discografiche.

Dopo le proiezioni in anteprima al “Frightfest” di Londra, al “Ravenna Nightmare Film Fest” ed al prestigioso “Lucca Comics & Games” il film di Federico Zampaglione arriva nelle sale cinematografiche Italiane il 5 novembre.

Roberto E. D’Onofrio

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Roberto E. D'Onofrio
Studioso ed appassionato di Cinema Fantastico, è nella redazione della rivista Francese “L'Ecran Fantastique” e corrispondente Italiano di “Rue Morgue”. E’ stato vice Direttore di “Asylum Magazine” e dell'Asylum Fantastic Fest ed ha scritto per: “Fangoria”, “Gorezone”, “Horror Mania”, “Nocturno”, “SciFi World”, “Femme Fatales” e “Cinefantastique”. Amo l'Horror, la Fantascienza, il Fantasy, i fumetti, la musica Rock ed i gatti. Sono un collezionista compulsivo di manifesti e memorabilia cinematografica legata a questi generi, con oltre 8000 poster non ho più posto neanche per il letto!