Twin Peaks: Il Ritorno – Recensione episodio 3×11

Torte dannatamente buone e vortici dimensionali, questo e molto altro a Twin Peaks.

Twin Peaks 3x11 recensione
Twin Peaks 3×11 recensione

[Attenzione! L’articolo può contenere spoiler!]

In Twin Peaks possiamo essere certi di una cosa: non ci sono certezze. Anche nel caso in cui appaia lo stesso Lynch sullo schermo, come un deus ex machina, e dica lui stesso che le cose stanno così, non possiamo del tutto credergli. Ormai non mangiamo più la foglia e abbiamo imparato troppo bene a diffidare. Ed infatti, guardandolo bene, anche il buon vecchio Lynch fa una faccia da poker sospetta. Allora, con uno sguardo alla Clint Eastwood sosteniamo il suo e ce la facciamo un po’ sotto.

Quindi, tutto regolare se ci è venuto un tuffo al cuore vedendo Gordon sparire per un istante risucchiato in un’altra dimensione. Il rischio che attraversasse la porta ai confini della realtà c’era tutto, ma fortunatamente Albert era lì e con un salvataggio alla John Wayne ha recuperato il collega. Meno fortunato è stato William Hastings, brutalmente ucciso da un woodsman. Inoltre, nonostante l’entità fosse stata vista chiaramente da Diane, la donna ha volutamente taciuto, aumentando ancora una volta i sospetti su di lei.

Come se non bastasse, viene rinvenuto finalmente il cadavere senza testa di Ruth Davenport con delle misteriose coordinate scritte sul braccio che Diane fa in modo di memorizzare. Le vorrà forse inviare a Bad Cooper? Tutti questi elementi soprannaturali, intanto, confermano la veridicità delle parole del Maggiore Briggs e di Hastings!

A Twin Peaks le cose non vanno molto meglio. Scoperto finalmente che suo marito la tradisce con Gersten Hayward, la sorella minore di Donna, Becky impazzisce e sembra pronta a farsi giustizia. Anche sulla pelle di sua madre Shelly! Da vittima a carnefice, Becky dimostra una spiccata mancanza d’equilibrio, passando da un estremo all’altro. Neppure Shelly si rivela migliore, in effetti. Trascorsi 25 anni, con un matrimonio e una figlia alle spalle, la donna sembrava essere maturata. Tuttavia, queste speranze sono completamente bruciate all’arrivo di Red, il criminale che collabora con Richard Horne, da cui Shelly corre incontro e bacia.

Se Bobby è riuscito a fare un salto di qualità nell’età adulta, la rischiosa attrazione per i bad boys di Shelly è rimasta. Tale passione è esternata inoltre proprio sotto gli occhi di Becky e Bobby, che non ci sfugge lanciare un doloroso sguardo verso la coppia. Non sappiamo come o se Bobby e Shelly sono divorziati o semplicemente separati, sta di fatto che pare proprio terminata la loro relazione. Prima Leo, poi Bobby, adesso Red. In tutto questo mi chiedo comunque che fine abbia fatto Leo. Nei lontani anni ’90 lo avevamo lasciato con una gabbia piena di tarantole sospese sopra la testa, ma il suo destino non è mai stato chiarito. Chissà se prima della fine della serie lo vedremo ancora.

Parallelamente a ciò, Hawk mostra a Truman una pergamena indiana “molto antica, ma sempre attuale”, dove è rappresentata la terra di Twin Peaks e la montagna Blue Pine. In particolare, Hawk si sofferma su alcuni simboli chiave: il fuoco, che il pellerossa paragona alla nostra energia elettrica, e il granturco nero, emblema di morte. Insieme, tali simboli creano il “fuoco nero”, segno di cattivo auspicio. Tuttavia, un altro simbolo salta all’occhio per noi: nel disegno del cielo stellato fa capolino il simbolo cornuto già visto prima sulla carta da gioco di Bad Cooper e poi nel messaggio del Maggiore Briggs.

Cosa significhi, però, lo stesso Hawk non vuole rivelarlo, anzi è meglio “non venirlo mai a sapere”. Come ho già detto in precedenza, però, a mio parere si tratta dell’immagine stilizzata della Madre, entità generatrice di Bob. Infine, l’avvertimento più inquietante ce lo regala la Signora Ceppo con il suo “There’s fire where you’re going”, “C’è del fuoco dove state andando”. Il fuoco è da sempre legato a Bob fin dai tempi della prima stagione. La Signora Ceppo, attraverso le sue parole che sembrano quasi un congedo alla serie, sta quindi avvisando tutti noi che ormai la fine è prossima. Ben presto Bad Cooper giungerà a Twin Peaks.

E Dale invece? Si è salvato dalla vendetta dei fratelli Mitchum? A quanto pare sì. Pur sveglio come una cozza stordita, grazie a Mike e alla sorte Dale riesce sempre a sputarla.  Mi vien da pensare che quando tornerà in forma Cooper sarà una specie di Terminator e Commando fusi insieme! “Bob non ti temo!”

Inoltre, Cooper non solo si salva, ma a quanto pare viene preso in simpatia dai Mitchum, amanti dello strano. Una menzione d’onore va qui a Jim Belushi e Robert Knepper che da gangster figli di madre signorina (cit. Marge Simpson) hanno fatto un naturale voltafaccia, diventando bonari e simpatici.

Tuttavia, a questo punto mi voglio correggere. In Twin Peaks ci sono solo tre certezze: il caffè bollente, le torte di ciliegie “dannatamente buone” e la musica di Badalamenti. E questo tanto basta. Per ora.