Twin Peaks 3×16 – Recensione

“Io sono l’FBI!” Dale Cooper è tornato: prossima fermata Twin Peaks.

Twin Peaks 3x16 recensione
Twin Peaks 3×16 recensione

[Attenzione! L’articolo può contenere spoiler.]

Abbiamo atteso questo istante per 16 puntate, per 25 anni in realtà e, alla fine, quando è arrivato, quasi non ci potevamo credere. Finalmente, l’agente dell’FBI Dale Cooper è tornato!

Quasi mi aspettavo che appena svegliato succedesse una cosa di questo tipo:

Ci servirà un po’ di caffè.

Kyle MacLachlan, che ha dimostrato il suo grande talento in questa stagione, rindossa gli abiti di Dale con una spiccata naturalezza, come se fosse sempre stato lì ad attendere sulla soglia, ed ecco sulle note di Badalamenti rianimare i suoi antichi gesti, le battute, il suo sorriso. A partire dal suo pollice ben alzato, così iconico.

Ci sono cose che non cambiano mai!

La gentilezza riservata a Sonny Jim e a Janey-E è quella tipica di Cooper, mentre promette il ritorno di Dougie. Forse, è davvero così: Dale ha imparato molto nei suoi anni trascorsi nella Loggia, ha dimostrato di aver acquisito persino abilità soprannaturali e, quindi, sa che cosa sta assicurando a chi gli ha dimostrato così grande amore, mentre era più vulnerabile. Probabilmente, è per quello che Dale consegna una ciocca di capelli a Mike con la richiesta di “crearne un altro”. Cooper è tornato, ma in fondo non era mai andato via.

Come mi sei mancato Cooper.

Oltre al risveglio di Dale, questo episodio riserva davvero delle rivelazioni che ci hanno a dir poco eccitato e scioccato. Personalmente, il terzo posto se lo aggiudica la conferma che Richard Horne sia figlio di Bad Cooper, oltre che di Audrey. Sebbene lo avessi sempre sospettato, sentire la battuta “Addio, figlio.” mi ha lasciato di pietra, soprattutto per la coerenza impeccabile del doppelgänger: Bad Cooper non conosce pietà, neppure per suo figlio. Quindi, l’ipotesi dello stupro di Audrey sembra più che plausibile. Infatti, l’ultima volta che Cooper era stato visto a Twin Peaks aveva fatto visita ad Audrey, mentre era in coma in seguito all’incidente avvenuto in banca. Cooper/Bob infanga il rapporto d’affetto così sacro per Dale verso la sua Audrey come per tracciare un invalicabile confine tra ciò che è e ciò che era il vero Cooper.

Forse, è questo il motivo dell’instabilità di Audrey? Come per “Just You” cantata da James, Lynch ci fa rivivere una delle scene più cult della vecchia serie: la danza di Audrey. Sherilyn Fenn si lascia trasportare dalla musica di Badalamenti con le sue sinuose movenze, come se non fosse passato neppure un giorno dall’ultima volta.

Un’esibizione presentata al Roadhouse, celebrata come ogni altro spettacolo e vedere la Fenn danzare è davvero uno spettacolo. Tuttavia, proprio nel momento in cui la storia di Audrey sembrava essersi sbloccata, Lynch ovviamente ci destabilizzata con la sconcertante verità: quella che abbiamo visto fino adesso non è realtà! Dove si trova Audrey? Da come appare asettica la stanza in cui si trova, quasi appare rinchiusa in una camera imbottita… e forse è davvero così. Forse, lo shock vissuto con Bad Cooper e l’essersi svegliata incinta a seguito di uno stupro ha fatto ritirare Audrey sempre di più nel suo mondo, perdendovisi.

Audrey non è la sola donna, però, che è stata sfiorata dal male del doppelgänger. A subire la stessa violenta sorte della Horne è Diane che, tutto secondo i piani di Cooper/Bob, inizia a raccontare, o per meglio dire a ricordare, la notte in cui “Dale” venne da lei. Ecco, però, che anche qui Lynch gioca con noi, ci destabilizza da ciò che credevamo e a sorpresa scopriamo che anche Diane è un doppio! “Io sono alla stazione dello sceriffo!” grida la doppelgänger, confusa e stranita di “vedere” due luoghi contemporaneamente, prima d’essere risucchiata nella Loggia Nera! Che la vera Diane si trovi a Twin Peaks?

Di una cosa siamo certi, però: Lynch non ci regala mai niente, neanche quando finalmente ci dà ciò che pensiamo di volere.

Carichi per la season finale!