Banshee, le signore della morte

Sono un appassionato di leggende in generale, non so voi, ma quel velo di mistero tra fantasia e realtà popolane che si evince anche dalle cosiddette storie metropolitane mi ha sempre affascinato. Ed un’altra cosa che amo molto sono i racconti che si rifanno alla mitologia in particolare quella celtica; proprio per quella sottile vena malinconica ed atmosfere suggestive che li pervade. Per questo motivo oggi intendo presentarvi una delle creature più tetre e misteriose originarie della Scozia e dell’Irlanda: la cosiddetta Banshee (ossia donna del colle delle fate) o più propriamente definita come “la piccola lavandaia del guado” per gli scozzesi o come la “piangente” secondo gli irlandesi. In realtà come accade per la leggendaria Janara (strega legata alle credenze del Sannio) anche per la Banshee si conosce ben poco, si narra che si trattasse di uno spirito (da molti considerato come maligno in quanto portatore di morte) in grado di assumere la forma o di una splendida giovane o di un’anziana nell’atto di lamentarsi, piangere o urlare.

Il compito di queste creature era quello di proteggere la famiglia a cui erano associate. La Banshee più nota secondo la storia si chiamava Aibhill ed era legata al clan O’Brien. Stando alla leggenda, nel 1014 il re Brian Boru andò in battaglia pur sapendo che andava incontro a morte certa, il presagio lo ebbe dal momento che la notte precedente Aibhill gli era apparsa mentre lavava le divise dei soldati nel fiume rendendolo di colore rosso sangue. Secondo la credenza, quando un membro della famiglia protetta era in procinto di morte, la piangente Banshee era solita apparigli. Ognuna di queste creature, prima di divenire orrenda era una bella donna, poi il dolore e lo strazio aveva trasformato ogni lineamento del viso andando a cancellare del tutto la bellezza di un tempo. Per chi ancora non la conoscesse, la Banshee è diventata famosa un po’ in tutto il mondo grazie alla letteratura e maggiormente alla cinematografia, anche se l’aspetto può variare, la caratteristica principale è sempre l’urlo agghiacciante. Nella serie TV statunitense Streghe, nell’episodio “Ascolta il tuo cuore”, la Banshee viene rappresentata come un demone che uccide con il suo grido chiunque provi un forte dolore, o che trasforma a sua volta in Banshee se la vittima in questione è una strega.

Banshee
Banshee

Altri riferimenti possono essere trovati anche nei romanzi della serie Harry Potter, nel cartone animato Casper e in uno dei fumetti Dylan Dog, il numero 79 per l’esattezza, intitolato La Fata Del Male. Personalmente mi sono avvicinato a questo mito così fatato quando qualche tempo fa, in concomitanza con l’uscita del mio libro “Fatidici incontri”, parlando con un amico riguardo le leggende sulle streghe, lui mi raccontò di una vecchia storia che era solita narrargli sua nonna, riguardo ad una strega “con la goccia al naso“. Non posso negare che rimasi perplesso, e mi fece anche ridere l’idea di una strega perennemente raffreddata. Nonostante io “viva” praticamente davanti ad un computer sempre a chiedere consiglio a “zio Google”, non avevo mai sentito questo nome.

Curioso e determinato di scoprire di più sulla legenda citata dal mio amico, infine sono riuscito a trovarla, e bene, la strega dalla goccia al naso è una Banshee. Una delle peggiori del resto, figura orribile a vedersi con le sue ali nere, lunghi capelli arruffati, la gobba ed artigli al posto delle dita. È uno spirito che dovrebbe manifestarsi solo alle famiglie gallesi. E proprio come una Banshee appunto, appare soltanto alla morte di un membro della famiglia, piangendo e lamentandosi tanto da colargli persino il naso. Circa cent’anni fa una strega dalla goccia al naso fu vista diverse volte vicino alle rovine del castello di Pennard, nel Galles. Si diceva che cercasse la famiglia della quale, in un certo senso faceva parte, ignorando che la stessa era ormai estinta da secoli. Quindi a fronte di ciò, ed essendo rimaste ormai senza famiglie da piangere, spero proprio che nessuno di noi senta mai il lamento di questa strega, perché ormai siamo a conoscenza che questa creatura starebbe per annunciarci l’aprirsi del varco tra il mondo della vita e quello della morte.

Occhio però da non confondere con quei poveri pennuti delle civette, che spesso, specialmente nei posti più rurali vengono uccise ed appese fuori le dimore sulle quali malauguratamente si erano appoggiate per cantare. Rito usato per spezzare l’incantesimo fatto del loro canto di morte! Ed ancora una volta la cosa più spaventosa con la quale mi ritrovo a fare i conti non è una leggenda, ma l’incommensurabile ignoranza umana.