Twin Peaks: Il Ritorno – Recensione episodio 3×07

Is It Future or Is It Past? Passato e futuro si intrecciano per svelarci colpi di scena mozzafiato in Twin Peaks.

[Attenzione! L’articolo può contenere spoiler!] 

Twin Peaks episodio 3x07
Twin Peaks episodio 3×07

È un viaggio lento e meticoloso quello regalatoci da Twin Peaks. Con la sua immaginazione tagliente, David Lynch elargisce pochi ed enigmatici indizi, ma il settimo episodio ha senz’altro svolto un ruolo chiave per il suo numero di rivelazioni.

Prima di tutto, a Twin Peaks ciò che avevamo sospettato ci viene confermato da Hawk e Frank Truman. A quanto pare le pagine trovate appartengono davvero al diario di Laura Palmer. Ma chi è stato a nasconderle? Probabilmente proprio Leland/BOB fu a metterle lì, strappate dal diario della figlia nel momento in cui aveva compreso il crescendo di sospetti di Laura nei suoi confronti.

Scioccante è, inoltre, il contenuto delle pagine stesse. Infatti, Laura scrive che Annie Blackburn le sarebbe apparsa in sogno, rivelandole che il “Cooper buono” è intrappolato nella Loggia Nera. Laura, quindi, sapeva di Cooper prima ancora che giungesse a Twin Peaks. In effetti, Cooper e Laura non si sono mai conosciuti nel mondo reale, solo nella stanza rossa della Loggia. Ciò dimostra ancora una volta che il tempo non è lineare nella dimensione lynchiana, bensì il passato e il futuro si intrecciano e si influenzano tra loro.

Ciò pone sotto un’altra luce il comportamento “bizzarro” di Dale Cooper, dopo la sua fuga dalla Loggia 25 anni fa. Harry e il dottor Hayward, infatti, vengono interpellati a proposito, in quanto furono proprio loro a soccorrere Cooper dopo quel trauma. In realtà, Hayward ricorda proprio un particolare inquietante legato a Cooper, mentre l’agente era andato a trovare Audrey Horne all’ospedale, al tempo in coma. In The History of Twin Peaks, infatti, era riportato che Audrey fosse sopravvissuta all’incendio. Se il sospetto che Richard Horne possa essere davvero figlio di Audrey e Cooper/BOB, questo sarebbe stata una “buona” occasione per concepirlo, con lo stupro di Audrey mentre era incoscente. Non sarebbe lontano dall’agire di BOB, anzi il trasformare l’affetto in qualcosa di malato e morboso sarebbe nel suo stile. In tal caso, BOB avrebbe infangato l’amore platonico tra Audrey e Dale.

Ma se il male nei confronti di Audrey è solo supposto, quello di Diane è del tutto reale. Convinta da Albert e Gordon, l’ex segretaria di Dale vive in maniera traumatica l’incontro con Bad Cooper, che sa non essere il vero Dale. Il suo ripetere “Who are you?” risveglia proprio il ricordo di Laura Palmer che in presenza di Leland/BOB “sentiva” d’essere di fronte a un estraneo.

Dal loro dialogo e dalla sofferenza di Diane, si evince che c’è stato qualcosa tra loro. Di profondo. Forse prima della partenza di Dale per Twin Peaks… oppure subito dopo il suo ritorno. Che l’ignara Diane abbia avuto un duro confronto con il doppelgänger in passato? Che sia stata violentata da Cooper/BOB? Un trauma irrisolto, soprattutto legato a una persona amata che l’ha tradita, spiegherebbe l’alcolismo, il suo allontanamento dall’FBI e il suo carattere ruvido.

Bad Cooper ha l’aspetto di Dale, mantiene la sua intelligenza e i ricordi. È il suo doppio perfetto, tranne per il suo anulare sinistro, il dito spirituale, che mantiene l’impronta digitale rivoltata. Nel corpo di Dale c’è BOB, ma vi è anche lo spirito del suo doppelgänger. Questa combinazione sembra aver creato qualcosa di oltre l’umano, ma perfettamente mimetizzato in esso. Tuttavia, Diane sa che quello non è il suo Dale. Altro non possiamo sapere. Bad Cooper scappa dal carcere e con Ray scompare nella notte.

Intanto, un barlume di coscienza sembra investire il Dale buono che, attaccato dal killer Ike, reagisce da vero federale e lo atterra. Dale non credo si risveglierà molto presto, però è ancora da qualche parte nascosto lì dentro. È rincuorante.

A proposito di passato e futuro che si intrecciano, anche il caso del cadavere senza testa ci mette dinnanzi a un bel colpo di scena. Il corpo sembra davvero appartenere a Garland Briggs, se non fosse per l’età. Infatti, l’uomo sembra non aver risentito dei 25 anni passati. Com’è possibile? Anche qui, però, spiriti oscuri fremono. A noi non resta che attendere.