Piccoli brividi – Recensione

Piccoli Brividi racconta l’universo di Robert Lawrence Stine che racchiude gli stessi mostri creati nei suoi romanzi.

Chi di voi non ha mai sentito parlare di Piccoli brividi, la famosissima serie di libri anni ’90 con ambientazioni horror dell’autore statunitense Robert Lawrence Stine?

Non fatevi trarre in inganno dal titolo, in quanto il film non rappresenta l’ennesimo adattamento cinematografico di uno dei racconti “Piccoli brividi”, ma del mistero che lo stesso scrittore Stine racchiude in casa sua, cioè, i mostri da lui creati sono reali, e li custodisce con certosino impegno nella sua libreria per salvaguardare i suoi lettori.

Il film è un fantasy horror, a mio avviso molto divertente, con Jack Black nei panni di R. L. Stine, con Dylan Minnette e diretto da Rob Letterman.
La pellicola è stata definita il nuovo Jumanji; proprio perché mostra tutte le disavventure che accadono quando si apre il varco di universi paralleli creati dallo scrittore.
La trama racconta di un adolescente Zach Cooper che si trasferisce in una nuova città e fa amicizia con una strana vicina di casa di nome Hannah, la quale vive con un padre misterioso (Jack Black) che la tiene segregata in casa. Solo quando, all’insaputa del padre di lei, i due per uno sfortunato caso, liberano i mostri che l’autore Stine tiene rinchiusi che avranno inizio i veri, enormi problemi.

Il film scorre molto bene, a primo acchito forse per gli effetti tipicamente fantasy appare come un soggetto adatto ad un pubblico giovane, ma non è così, grazie al ritmo veloce e incalzante, la pellicola riesce a divertire con battute e inquadrature ben studiate ed effetti del tutto realistici. Insomma, è l’ideale per una serata in perfetto relax e con un bel po’ di pop corn.

Titolo: Piccoli Brividi
Titolo originale: Goosebumps
Regia: Rob Letterman
Attori: Jack Black, Dylan Minnette, Odeya Rush
ProduttoreColumbia Pictures
Genere: Fantasy, Horror
Durata: 103 minuti
Anno: 2015
Paese: USA