Dead Butterfly: Prophecy of Suffering Bible – Recensione

Il secondo biblico massacro di Davide Pesca. La recensione di Dead Butterfly: Prophecy of Suffering Bible

Grazie a Home Movies ho avuto il piacere di vedere Dead Butterfly: Prophecy of Suffering Bible, film horror estremo uscito nel 2016 diretto da Davide Pesca e sequel di Suffering Bible. Anche quest’opera è composta da cinque atti, denominati Heaven’S Doors, The Saint Friday, The Secrets, Do Not Steal e The Judgment, e riprende le tematiche del martirio e della religione che abbiamo già visto nel capitolo precedente.

Nell’episodio cornice “The Angel” vediamo appunto un angelo tormentato infliggersi dolore trfiggendo il proprio corpo (realmente) con dei ganci collegati a catene, per espiare i peccati che verranno rappresentati nei cinque capitoli del film. Un’immagine estremamente suggestiva che nella sua estetica notevole sembra citare i meravigliosi supplizianti (o cenobiti) del film cult Hellraiser di Clive Barker.

Nei cinque segmenti di pellicola successivi vedremo diverse persone subire o auto infliggersi punizioni fisiche estreme per espiare i propri peccati e imboccare il percorso di trascendenza verso qualcosa di divino e di più alto raggiungibile solo tramite il martirio totale del corpo, tema centrale e ormai noto della filmografia peschiana.

Quindi non aspettatevi nulla di nuovo nella struttura e nei temi rispetto al predecessore, piuttosto troveremo delle messe in scena semplici, ma in alcuni casi piuttosto originali: come l’episodio col visore della realtà virtuale, che rappresenta l’estasi mistica raggiunta con la distruzione della carne, o quello dove da un parto molto particolare nascerà il “meraviglioso” mostro-neonato dalle fattezze ragnesche, realizzato con grande intelligenza, che cita e/o omaggia i classici dell’horror, come La Cosa di John Carpenter, ma sopratutto il mostruoso e disturbante feto di Eraserhead di David Lynch.

La qualità video e delle riprese non è delle migliori e la recitazione è ridotta ai minimi termini escludendo completamente i dialoghi e proseguendo la tradizione di una forma di espressione visiva deverbalizzata e iconografica. Il gore, lo splatter, il sangue denso e “infetto” è sempre copioso e onnipresente, grazie ad una carrellata di nefandezze e atrocità che sfociano addirittura in un brutale impalamento. Il regista riesce sempre a disturbare e far storcere il naso dal disgusto allo spettatore con scene torture-porn sudice ed efficaci, che delizieranno gli estimatori di questo genere. Con un budget pressoché inesistente, il regista più punk della scena horror indipendente italiana “partorisce” un film che, nonostante sia sgraziato sotto diversi aspetti, riesce a imprimere immagini potenti e profonde, che rimangono nella mente parecchio tempo dopo la visione.

Titolo: Dead Butterfly: Prophecy of Suffering
Titolo originale: Dead Butterfly: Prophecy of Suffering
Regia: Davide Pesca
Attori: Nicola Fugazza, Edoardo Calloni, Barbara Sirotti
GenereHorror, torture porn
Durata
58 minuti
Anno
2016
Paese
Italia