L’incredibile esordio di Zach Cragger – La recensione di Barbarian
Barbarian è un film horror del 2022 scritto e diretto da Zach Cregger, al suo esordio da regista solista. Nel cast troviamo Georgina Campbell (Tess Marshall), Bill Skarsgård (Keith Toshko) e Justin Long (AJ Gilbride). In Italia ha saltato la sala ed è uscito direttamente su Disney+ il 26 ottobre 2022. A distanza di quasi quattro anni, il film approda in home video grazie a Eagle Pictures, che ci ha inviato la limited edition steelbook con il disco 4K Ultra HD e il Blu-ray. Tra gli extra ci sono il commento audio di Cregger e del produttore Roy Lee, quattro scene eliminate e dodici minuti di dietro le quinte.
Tess è una giovane donna che arriva a Detroit per un colloquio di lavoro e prenota una casa in affitto. A tarda notte scopre che la stessa casa è stata prenotata anche da un uomo che si trova già all’interno dell’abitazione. Contro il suo buon senso decide di condividere l’appartamento con questo individuo di cui non sa nulla.
Reduce dalla visione dell’ottimo Resident Evil, trovo ancora più ghiotta l’occasione di poter parlare a fondo (quindi con spoiler) di Barbarian, di Cregger e della sua ascesa silenziosa.
Quello che contraddistingue i grandi registi spesso è l’integrità, la forza con cui difendono le loro idee e in questo caso le loro creature. Zach ha un’idea e manda il copione a tutte le case di produzione: chi lo vuole produrre non vuole però lui come regista, e Cregger tiene duro, aspettando che qualcuno gli dia una possibilità. Il tempo lo premia: il budget è basso, solo 4,5 milioni di dollari (circa), e l’incasso è alto, 46,2 milioni.

La prima bozza si ispira al saggio The Gift of Fear, libro che insegna alle donne che la paura è un segnale di allarme naturale e un prezioso alleato che ci avvisa del pericolo prima ancora che ce ne rendiamo conto razionalmente. Decide però che rendere Keith, interpretato da Bill Skarsgård (perfetto nel ruolo), il villain sia ciò che il pubblico si aspetta, così sposta il pericolo altrove, aggiunge una porta segreta nello scantinato.
Dietro alla porta il buio, uno dei momenti più affascinanti della pellicola, perché lì la nostra mente immagina qualsiasi sviluppo della trama. A quel punto ecco che arriva il jump scare: la Madre sbuca dal buio, Keith, che doveva essere il pericolo, è terrorizzato, fuori di sé, e diventa la vittima. Cregger inventa questo mostro recluso nell’oscurità, mossa geniale. Spaventosa e tenera, la Madre è un personaggio ricco di sfaccettature e impersonato alla grande da Matthew Patrick Davis, attore di 2,03 metri che si è preparato al ruolo a seguito di molte ricerche.



Sorprese finite? Manco per idea. Saltiamo in un altro luogo con un taglio tale che sembra di aver cambiato canale su un altro film. Arriva un personaggio ambiguo che si rivelerà uno stronzo patentato, interpretato da uno degli attori più improbabili per questo ruolo, Justin Long, che infatti sorprende tutti con un AJ riuscitissimo e che più figlio di puttana non si può. Quest’ultimo innesto serve, oltre che a darci maggiori incertezze sull’epilogo, a fare da contraltare a Tess, personaggio che affronta il male in modo positivo e lo sconfigge, mentre AJ soccombe come risultato di un karma negativo di cui è l’unico artefice. Il regista deve poi inventare una storia di origine e, con un flashback negli anni ’80, ci mostra il padre della “Cosa”, Frank, parte affidata al cattivissimo Richard Brake (3 from Hell, 31), che svela l’origine malsana del male che vive in quella casa.
Insomma, una sceneggiatura piena di twist imprevedibili che rendono il film una calamita fortissima per lo spettatore. Aggiungiamoci una bella regia e la fotografia impeccabile di Zach Kuperstein. Il suo uso delle luci e delle ottiche cambia dal sopra al sotto della casa, creando un’atmosfera soffocante quando la scena avviene nel sotterraneo: uno stile che lo stesso Kuperstein riassume con l’idea di “Fincher sopra” e “Raimi sotto”. Anche nel flashback il film cambia pelle, con il formato 4:3 e una resa video che si discosta da quella della pellicola.
Se vogliamo cercare un significato, devo citare Gian Maria Volonté che diceva: “Non credo nel cinema politico, perché ogni film è generalmente politico”. Infatti, anche qui troviamo un sottotesto sociale e politico forte. Keith è una potenziale minaccia per Tess, AJ è un produttore televisivo accusato di violenza sessuale da una collega, mentre Frank è un serial killer e stupratore responsabile della creatura che vive nel sotterraneo. Keith, AJ e Frank sono tre facce dello stesso pericolo. Tess vive nella paura e la Madre è vittima di un vero mostro (maschio). La pellicola parla della violenza sulle donne da parte dell’uomo.
I titoli di coda sono accompagnati dalla geniale scelta del brano “Be My Baby” delle Ronettes, una supplica d’amore rivolta a una “baby”: nonostante la canzone non si riferisca ad un bambino, è impossibile non pensare alla mostruosa e deforme Madre che desiderava solo un bambino a cui dare amore.
Titolo: Barbarian
Titolo originale: Barbarian
Regia: Zach Cregger
Attori: Georgina Campbell, Bill Skarsgård, Justin Long, Richard Brake, Matthew Patrick Davis
Paese: Stati Uniti
Anno: 2022
Genere: Horror
Durata: 102 min














