La maledizione col fischio. La recensione di Whistle – Il richiamo della morte

Arriva nelle sale il 19 febbraio, con Midnight Factory, Whistle – Il richiamo della morte, teen horror del 2025 diretto da Corin Hardy (The Nun, The Hallow, Gangs of London) e scritto da Owen Egerton (Blood Fest). Nel cast: Dafne Keen, Sophie Nélisse, Sky Yang, Jhaleil Swaby, Ali Skovbye, Percy Hynes White e Nick Frost.

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Crys è una teenager riservata che si trasferisce in una nuova città dopo un tragico evento che coinvolge la sua famiglia. Nel nuovo liceo entra in contatto con un gruppo di coetanei con il quale dovrà gestire il ritrovamento di un antico fischietto azteco della morte. I ragazzi commettono l’infausto errore di suonarlo, non consapevoli che ascoltare quel terrificante suono comporta attirare su di sé un potente e spaventoso maleficio.

I produttori de La casa – Il risveglio del male e Longlegs tornano con Whistle, un nuovo incubo cinematografico che punta esclusivamente a un pubblico di teenager. I teen misfits in questo caso sono un gruppo stereotipato di personaggi fin troppo familiari: la “dark” depressa vittima di un trauma, la bionda più sexy della scuola un po’ scema ma retoricamente buona, il giocatore di football bullo e arrogante, il nerd e così via. Una premessa che, almeno nella prima parte, rimette in moto i soliti automatismi del genere, rendendo la visione una “Cura Ludovico” per chi ha visto molte pellicole che ripropongono lo stesso impianto narrativo.

Oltre ai personaggi “stampini” di un cinema horror adolescenziale ridondante, troviamo scelte bizzarre come il giovanissimo e un po’ “freak” prete-spacciatore: un “uomo” di Dio che, fingendosi predicatore, spaccia a più non posso nella comunità, senza preoccuparsi delle conseguenze del suo operato. Forse un innesto sopra le righe pensato per dare un po’ di “originalità” a un gruppo di caratteri molto standardizzati. Poi c’è Nick Frost, attore noto per “La trilogia del cornetto”, nei panni di un professore pedante, ma neanche lui riesce a risollevare il ritmo e la qualità della messa in scena.

Il film non presenta particolari carenze tecniche. È un prodotto di discreto livello, senza infamia e senza lode, che — come detto sopra — soffre di una sceneggiatura in cui anche i momenti horror sono gestiti male, almeno nella prima metà, dove la paura non è pervenuta e le uccisioni sembrano roba da “Piccoli Brividi”.

Nella seconda parte il registro cambia, sia tenicamente che come audacia della sceneggiatura, e la pellicola mostra gli attributi: uccidendo senza pietà e indistintamente il personaggio antipatico come quello buono, in due scene di morte davvero me-ra-vi-glio-se. Ciniche, cruente, spettacolari e tecnicamente perfette (l’opposto di quanto visto nella prima parte): ti lasciano a bocca aperta e sorpreso di come un film che per molto tempo resta nei propri binari possa regalare un tale divertimento in quei purtroppo brevi istanti.

Da qui l’opera di Corin Hardy è tutta in discesa, e regala anche un finale (post-credit) ironico, scanzonato e poco serioso, che ti fa pensare: “Ma perché non girarlo tutto così?”. Il cinema è un grande mistero e, tra screen test e chissà che altro, non sappiamo cosa succeda dietro alla produzione di un film. Ma Whistle sembra proprio avere due anime: una banale, retorica e noiosa; la seconda vispa, cinica, grottesca e ironica, che risolleva solo per qualche istante lo spettatore ormai assopito.

Questo è l’effetto che la pellicola fa su un vecchio orrorofilo, quindi, se siete dei “rookie”, non fatevi condizionare: per chi si approccia per le prime volte all’horror è una pellicola che fa il suo dovere e con la quale le nuove generazioni possono divertirsi — a patto che poi passiate alla roba seria!

Anche se… quelle due scene di morte sopracitate sono a dir poco memorabili per chi ama il cinema horror splatter e valgono il tempo speso per la visione di questa pellicola.

Titolo: Whistle – Il richiamo della morte
Titolo originale: Whistle
Regia: Corin Hardy
Attori: Dafne Keen, Sophie Nélisse, Sky Yang, Jhaleil Swaby, Ali Skovbye, Percy Hynes White e Nick Frost.
Paese: Stati Uniti
Anno: 2025
Genere: Horror
Durata: 100 min

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
Il Gonz
Fondatore di NAQB e del Drag Me To Fest, sono un divulgatore di cinema horror e cinema indipendente. Se ti piace il mio lavoro, puoi seguirmi tutti i giorni in live su Twitch e supportami diventando Patreon!
whistle-il-richiamo-della-morte-recensioneWhistle è un teen horror costruito su stereotipi e automatismi già visti, con una prima metà fiacca, poco spaventosa e narrativamente debole. Nella seconda parte, però, il film cambia marcia: diventa più audace, cinico e spettacolare, regalando due scene di morte memorabili che però non bastano a salvare la pellicola.