Slenderman – Recensione

Slenderman, ispirato dall'omonima creepypasta, è un film che riesce a trasportare lo spettatore in atmosfere cupe e inquietanti.

Slenderman - recensione
Slenderman – recensione

Slenderman, una delle creepypasta più famose di sempre, approda sullo schermo col film di Sylvain White.

Slenderman è un film del 2018 per la regia di Sylvain White. Il film si ispira alla popolare creepypasta omonima, che narra delle apparizioni di questa entità, caratterizzata da un’altezza e una magrezza sovrumane, arti lunghi all’inverosimile, tentacoli neri e la testa completamente avvolta da una sorta di fasciatura, risultando quindi senza volto. Slenderman (letteralmente “uomo esile”) comparirebbe principalmente in foto e video in cui sono presenti dei bambini, configurandosi come un vero e proprio rapitore di innocenti.

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Slenderman è stato creato nel 2009 da Erik Knudsen per un concorso fotografico sul sito Something Awful in cui i partecipanti dovevano modificare delle immagini aggiungendo dei particolari inquietanti. La foto di Erik ebbe successo e così anche la sua creatura, che diventò oggetto di diverse speculazioni e vero e proprio fenomeno di internet. Data l’enorme diffusione di foto e storie legate a Slenderman, non poteva che essere girato anche un film horror al riguardo.

Slenderman narra delle vicende di quattro amiche, Wren (Joey King), Hallie (Julia Goldani Telles), Katie (Annalise Basso) e Chloe (Jaz Sinclair), compagne di scuola, che invocano per gioco Slenderman guardando un video dedicato, trovato su internet. Quando Katie scompare misteriosamente, le ragazze scopriranno che per riaverla indietro ci sarà un prezzo molto alto da pagare.

Slenderman è un film visivamente improntato su un’atmosfera buia e opprimente: per la maggior parte della sua durata, le protagoniste sono avvolte nell’oscurità più totale, sia quella della sera che quella dei boschi apparentemente infiniti in cui avvengono le apparizioni della creatura. Gli alberi alti, quasi innaturalmente alti, che compongono il bosco teatro dell’azione, danno un senso di claustrofobia e di chiusura. Alberi in cui Slendeman si mimetizza perfettamente, condividendo con loro altezza e sinuosità. Il buio che domina il film corrisponde, d’altra parte, all’oscurità interiore che nasce e poi divampa nella mente e negli animi delle protagoniste, come un vero e proprio virus.

Pur non essendo un horror dalla violenza esibita e dai jumpscare facili, questo film, puntando soprattutto sul fattore psicologico, riesce a inquietare e a insinuare una sottile sensazione di angoscia nello spettatore. Quando il pericolo non viene da fuori, ma viene dalle nostre menti, chi o cosa potrà mai esserci d’aiuto? Infatti i poteri di Slenderman sono psicologici: riesce a far impazzire le sue vittime, a fargli avere visioni distorte della realtà, a trasportarle in un mondo oscuro.

La colonna sonora di Ramin Djawadi, insieme al frinire delle cicale che accompagna le apparizioni della creatura, riesce a sintonizzarsi perfettamente con la cupezza delle scenografie, per creare un’atmosfera horror davvero efficace. Sicuramente rimarrà in testa, anche dopo la visione, l’inquietante suono delle campane che fanno parte del rito di invocazione.

Slenderman è dunque un film consigliato, che riuscirà a soddisfare i fan della creepypasta, ma che non deluderà anche chi non conosceva da prima questa leggenda di internet. Il film uscirà nelle sale italiane il 6 settembre 2018.


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