Mandy – Recensione

Nicolas Cage è “L’Angelo vendicatore” nel revenge movie di Panos Cosmatos. La recensione di Mandy

Mandy - Recensione
Mandy – Recensione

Mandy è un film diretto da Panos Cosmatos che approda nell’universo del cinema attraverso il Sundance Film Festival del 2018. Cosmatos mette in scena, tramite questa pellicola, il classico tema della vendetta posta in essere da un boscaiolo, Red Miller – un furioso Nicolas Cage, protagonista – provocata dai soprusi ai danni della propria compagna. La trama seppur semplice costituisce una solida e fluida base per le quasi due ore di cui si compone l’opera: Mandy e Red vivono in simbiosi con la natura in una casetta tra i boschi. Mandy Bloom è donna bellissima e profondamente spirituale, ama la letteratura fantasy, la musica metal e trascorre le sue giornate leggendo e dipingendo. In una delle sue consuete passeggiate nel bosco incrocia con lo sguardo un uomo all’interno di un’autovettura; questo evento sarà per lei fatale in quanto quell’uomo è il leader di una setta degenerata e, fortemente attratto da lei, vuole a tutti i costi renderla sua.

Da un punto di vista analitico, risulta difficile riuscire a categorizzare questo psichedelico lavoro, che a tratti rimanda alle novelle gotiche di Lovecraft ma, al contempo, viene concretizzato dal richiamo a personaggi del mondo reale e nello specifico alla figura di Charles Manson. Jeremiah infatti è il leader della summenzionata setta, di fanatici religiosi, ed è una figura borderline tra un profeta cristiano che porta il nome di Geremia – appunto – e il turpe criminale statunitense Manson. Jeremiah ha eretto come proprio tempio una chiesa, ma plagia i suoi adepti, li droga e li costringe ad insensate dimostrazioni di cieca appartenenza, utilizzando un modus operandi che risulta di indubbio rimando mansoniano. Non solo, l’ossessione per la musica ed un’espressa qualificazione della setta quale comunità hippie, ne sono un’ulteriore conferma e dimostrazione; precisamente [inizio spoiler] nella scena in cui Mandy, nonostante fosse già stata drogata e resa inoffensiva, viene condotta dinnanzi a Jeremiah, quest’ultimo assume un fare ammaliante e prevaricatore ma viene in realtà goliardicamente schernito da colei che avrebbe dovuto essere l’oggetto della sua estrema libido. Il modo in cui viene rappresentata questa estrema derisione, inferta da una Mandy dotata comunque di un sommo vigore mentale ricostruiscono, sotto altre vesti, le delusioni e le debolezze del Manson-musicista. [Fine spoiler]

La pellicola viene oltretutto enfatizzata da una serie easter egg visive: l’utilizzo di sacri amuleti, figure meta-demoniache che appaino altresì tributo a quel mondo straordinario di Hellraiser di Clive Barker, ed una forte simbologia numerica, donano alla trama dei buoni seppur esigui fondamenti di occultismo. Precisamente Cage, indossa una maglia, in stile baseball, con impresso il numero 44, il quale nel suo significato spirituale, rappresenta il Maestro Guaritore come a rimarcare il fulcro “revenge” della rappresentazione. Ma Cosmatos non si accontenta, arricchisce la pellicola di una nuova anima alimentata dai connotati degli “anime” di derivazione giapponese e, come in un’allucinata digressione nei meandri dell’animo di Red, il sogno allucinogeno di Mandy si stratifica ed amplifica. Da ultimo, in esponenziale crescendo in tutta la durata del film, Cage dona anche una forte caratura gore, rendendo la vendetta sanguinosa ed estremamente violenta. Degna di nota, raggiungendo la fine del film, è altresì la presenza di Richard Brake (31, 3 From Hell), in vesti del tutto particolari.  

Ben accolto dalla critica, è stato il film con le migliori recensioni del Festival e anche su Rotten Tomatoes ha ottenuto una buona percentuale di gradimento. A mio avviso Mandy non è solo un film, ma una stimolante un’esperienza sensoriale e visiva: stracolmo di toni dark equamente bilanciati ai colori fluo al punto da elevarsi ad una taciuta percezione delle scene in glitch.

Titolo​: Mandy
Titolo originale​:​ Mandy
Regia​: Panos Cosmatos
Attori​: Nicolas Cage, Andrea Riseborough, Linus Roache
Genere​: Horror
Durata​: 121 minuti
Anno​: 2019
Paese​: USA

Claudia Santoro
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