Presentato in anteprima italiana alla 41esima edizione del Fantafestival, Keep Me Company è l’esordio di Gonçalo Almeida 

Continuano le anteprime italiane al Fantafestival 2021, la rassegna storica della capitale dedicata al cinema del fantastico. Dopo Blood Conscious, voliamo in Portogallo con Keep Me Company, esordio alla regia di Gonçalo Almeida. Autore principalmente conosciuto per la sua gavetta nei cortometraggi, con Keep Me Company evoca David Lynch e il surrealismo che contraddistingue il suo cinema, appropriandosene per raccontare una storia d’amore tra due donne, legame dalle sfumature sinistre e ambigue. 

Silvia ama Clara, ma vivono la loro relazione in segreto. Silvia è incinta del marito, ma non ha ancora trovato il coraggio di confessargli del suo nuovo amore. Per poter, in qualche modo, salvare e coltivare il sentimento che le lega, le due donne decidono di trascorrere un weekend insieme in una casa di campagna. Le buone intenzioni verranno, però, messe in secondo piano quando delle voci provenienti dalla piscina cominceranno a confondere la loro mente, rendendo sempre più sottile il confine tra fantasia e realtà.  

Keep Me Company appartiene ad una sfumatura del genere horror insolita, tra il surrealismo e l’atmosfera onirica di David Lynch e il Refn di The Neon Demon (se non altro per la fotografia, chiaro rimando in entrambi i casi a Bava e Argento). È Clara il personaggio chiave della vicenda, un’aspirante giovane attrice in cerca del suo posto nel mondo che vede amplificate le sue insicurezze nel momento in cui le frequenze sonore provenienti dalla piscina la disturbano, al punto tale da confondere sogno e realtà. Anche Silvia sembra averle captate, ma non quanto lei. La percezione di questi suoni è sintomo e descrizione metaforica della sensibilità e del carattere di entrambe e danno voce al loro legame sentimentale, più fragile di quanto non appaia all’inizio.  

Perché il film, ridotto ai minimi termini, altro non è che una storia d’amore drammatica (e tragica) raccontata in chiave orrorifica. Immagini metaforiche e simboliche ne sono il cuore, la chiave attraverso il quale è possibile comprenderne il destino fatale che sembra essere già stato scritto. Clara è protagonista di intermezzi visivi non immediatamente comprensibili, disturbanti quanto basta a far smarrire il senso dell’orientamento allo spettatore. Il loro significato prenderà forma di pari passo al disfacimento della loro relazione e al crescere del bambino dentro il grembo di Silvia. Quella nuova vita su cui la donna ripone molte speranze, per Clara pare essere il fantasma di un natale futuro che non desidera affatto, un cambiamento per cui non è ancora pronta.  

Il pensiero primario, finita la visione, è quello d’aver assistito a qualcosa di notevole. Keep Me Company è visionario e suggestivo, un’opera dove a contare sono le sensazioni “di pancia”, negative e positive. Si, perché il ritmo lento della narrazione potrebbe far storcere il naso e distogliere l’attenzione dagli eventi, ma a ben pensarci funziona da elemento ansiogeno che traina la vicenda e fa stare il pubblico col fiato sospeso.  

Almeida, nonostante sia il suo primo lungometraggio, ha messo in chiaro quanto sia un cineasta coraggioso e mostrato quanto conti la libertà creativa nel raccontare per immagini una storia d’amore in un contesto insolito, tra horror e fantasy con una leggera deriva thriller in un finale. Un finale anch’esso sospeso tra reale ed irreale, punto d’arrivo di una inesorabile discesa nella follia.  

Titolo: Keep Me Company
Titolo originaleKeep Me Company
Regia: Gonçalo Almeida
Attori: Cleia Almeida, Filipa Areosa, Eunice Muñoz, Helena Simões
Paese: Portogallo
Anno: 2019
Genere: Horror, Drammatico
Durata : 88 minuti

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Laureata in Discipline dello Spettacolo ed ex allieva del Master in Critica Giornalistica all'Accademia Nazionale D'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Appassionata di cinema, prediligo l'horror come genere di riferimento. A tal proposito John Carpenter e Mario Bava sono due delle mie stelle polari.