Incarnate – Recensione

Nella mente di Satana. La recensione di Incarnate di Brad Peyton.

Incarnate recensione
Incarnate recensione

Seth Ember è uno scienziato che aiuta, tramite una dote psichica molto particolare, persone possedute da demoni malvagi. L’uomo ha un passato tragico alle spalle, e quando scopre che lo spirito responsabile della morte dei suoi cari infesta la mente di un giovane ragazzo, decide di affrontarlo per prendersi la sua definitiva vendetta privata.

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Incarnate è un thriller/horror a tema demoniaco diretto da Brad Peyton (autore del baraccone San Andreas)e interpretato da Aaron Eckhart

A balzare subito all’occhio è  il tentativo del film di proporre qualcosa qualcosa di nuovo all’interno di un sottogenere ormai saturo; Seth Ember infatti combatte gli spiriti malvagi entrando nella mente delle vittime e “sfrattando” l’intruso non utilizzando i soliti metodi legati alla fede, ma adoperando  un approccio molto più scientifico e psicologico che nulla ha a che fare con la sfera spirituale. Purtroppo l’intento resta solamente parziale, e malgrado siano assenti elementi come crocifissi, acquasanta e preghiere,  col passare dei minuti la trama casca in alcuni stilemi tipici del filone che trasmettono una sensazione di già visto non propriamente piacevole.

La pellicola di Peyton non è un horror puro, quest’ultimo punta soprattutto sul ritmo e sull’incedere della vicenda per intrattenere al meglio lo spettatore. Latita la paura, la tensione è scarsa mentre sotto il profilo del sangue ci sono almeno 2-3 sequenze di forte impatto e di grande violenza. Malgrado l’assenza di suspense, il risultato finale non è fiacco, semplicemente il cineasta canadese ha preferito gestire la trama seguendo il trend del thriller/horror moderno, ovvero quello lanciato da registi come James Wan e Scott Derrickson, anche se in questo caso i toni sono meno esasperati e opprimenti rispetto ai lavori dei due autori succitati.

La sceneggiatura è abbastanza lineare e si arriva alla fine senza contrarre la noia ma anche senza particolari sussulti narrativi. Merita una menzione l’approfondimento psicologico del protagonista: il background di Seth Ember non è originale ma indubbiamente curato, aspetto impreziosito dalla buona prova recitativa di un Aaron Eckhart (Il cavaliere oscuro, I,Frankenstein e Thank you for smoking) non proprio avvezzo al genere. Tecnicamente il prodotto non regala nulla di eclatante, ma Peyton riesce a tenere l’asticella dell’attenzione sempre alta grazie a movimenti fluidi e composti,  senza dimenticare alcune scene di violenza ben girate.

Dunque Incarnate è un film di sicuro intrattenimento, un tentativo riuscito a metà di proporre qualche novità in un contesto che oramai va avanti per cliché e ricicli. Più thriller che horror, l’opera punta sul personaggio protagonista e sulla particolarità del mondo alternativo che si forma all’interno della mente dei posseduti, tralasciando però tensione e paura. In conclusione il titolo merita una visione, ma potrebbe parzialmente deludere i puristi degli horror incentrati sul terrore vero.

  • Titolo: Incarnate – Non potrai nasconderti
  • Titolo originale: Incarnate
  • Regia: Brad Peyton
  • Attori: Aaron Eckart, Carine Van Houten, Mark Steger, David Mazouz
  • Genere: Thriller/horror
  • Durata: 91 minuti
  • Anno: 2016
  • Paese: USA

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RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
Fonteu
Amante dell'arte in tutte le sue forme e aspirante autarchico (in pieno stile Nanni Moretti). La mia principale passione è ovviamente il cinema, in particolare quello horror con cui ho instaurato una sanguinosa e appagante relazione d'amore.