The body is reality. La recensione di Crimes of the Future.

Crimes of the Future è un film del 2022 scritto e diretto da David Cronenberg con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart e Scott Speedman. Il film segna il ritorno del cineasta sulla scena dopo otto anni dalla sua ultima opera, Maps to the Stars. Presentato al Festival di Cannes 2022, arriverà nei nostri cinema il 24 agosto distribuito da Lucky Red.

Crimes of the Future prende in prestito il titolo dall’omonimo film del 1970 dello stesso Cronenberg, ma non è il remake, e neanche un sequel. Racconta un futuro non troppo lontano ma già molto differente dal nostro presente: la razza umana ha dovuto adattarsi ad un ambiente sintetico e il corpo delle persone ha iniziato a mutare, un evento che ha avuto un impatto fortissimo sugli usi e costumi della società. Caprice (Léa Seydoux) e Saul Tenser (Viggo Mortensen) sono due body-artist che vivono in simbiosi: lui è in grado di generare all’interno del suo corpo nuovi organi di cui sono sconosciute le funzionalità, lei dirige abilmente la performance di chirurgia artistica con la quale viene estratto il nuovo organo di fronte ad un pubblico estasiato (ed eccitato). Poi c’è Timlin (Kristen Stewart) investigatrice del National Organ Registry ossessionata dalla coppia e Lang Daughtery (Scott Speedman) leader di un gruppo misterioso, pronto ad annunciare una notizia sensazionale sull’evoluzione della razza umana.

In Crimes of the Future il tema è sempre il “corpo”, quindi si, non ci sono novità su quel fronte, ma per Cronenberg “il cinema è corpo”. La stragrande maggioranza delle inquadrature di un film da quando esiste il cinema è dedicata al corpo. Primi piani, dettagli di mani e piedi, busti, primissimi piani di bocche, nasi, orecchie ed occhi. È sempre lui (o quasi) il protagonista indiscusso del cinema. Non possiamo (e non dobbiamo) biasimare il grande maestro del body horror se ancora una volta vuole parlarcene, perché il corpo si presta ad un’esplorazione infinita.

Il corpo in Crimes of the Future è protagonista quando diventa spaventosamente chiaro a tutti che il genere umano non sente più il dolore e non teme più le infezioni in quanto si sono spontaneamente debellate. Cronenberg sottolinea il potere del corpo, mostrando come la società cambia in tutto e per tutto partendo semplicemente dalla sua mutazione e delinea un universo credibile, spaventoso e affascinante.

Crimes of the Future
Crimes of the Future

Diventa una moda, un piacere, una perversione, farsi tagliare, sezionare in pubblico o in performance artistiche dove la “chirurgia” è una forma d’arte del tutto metabolizzata dalla società. La body art, intesa come la violazione estrema del corpo a fini artistici, non l’ha certo scoperta o inventata Cronenberg, ricordo ancora quando più di vent’anni fa vidi dal vivo Orlan ai Magazzini generali (Milano), una body artist, che mentre spiegava i fondamenti della sua arte, mostrava sullo schermo alle sue spalle un’operazione chirurgica nella quale metà pelle del viso le veniva parzialmente sollevata e baldi e sani giovani cascavano a terra svenuti per lo shock. Il cineasta canadese è sempre rimasto affascinato da questa avanguardistica forma d’arte considerata troppo estrema dai più, e nei suoi film il corpo è stato spesso tagliuzzato e modificato, e usato, appunto, per mettere in scena una “body art cinematografica” intrisa di fiction, silicone, trucco e sangue finto. L’antitesi quindi della vera body art, in quanto il sintetico non è corpo, non è carne.

Ma in Crimes of the Future si mescolano le carte in tavola e il corpo diventa anche sintetico, entrando in simbiosi con materiali plastici, gli stessi con cui sono fatti gli effetti speciali negli horror del regista stesso. Uno scenario futuristico evolutivo oscuro, desolante, onirico perfettamente alla Cronenberg, dove per quanto la messa in scena sia in parte spartana, teatrale, ironica ed irrazionale, tutto risulta contemporaneamente assurdo e credibile, come in un sogno lucido.

A quasi 80 anni il regista di Shivers, Rabid, Brood, Videodrome, La zona morta, La mosca, Inseparabili, Il pasto nudo e Crash (per citare solo alcuni dei suoi capolavori) non si ammorbidisce per nulla, persegue lucidamente con il suo cinema cinico e vitale, ricco di morte e sesso. “La chirurgia è il nuovo sesso” proclama in una scena Timlin, l’irrequieto personaggio interpretato magnificamente dalla Stewart. Crimes of the Future è un’orgia mascherata da horror: ferite che diventano zone erogene, il corpo con la sua vulnerabilità diventa nella sua totalità un organo sessuale per il piacere. E questa nuova forma di sesso fatta di lacerazione del corpo praticata pubblicamente, viene eroticamente amplificata dallo sguardo voyeuristico del pubblico.

Cronenberg è tornato, ma non cercate di paragonarlo al passato, non aspettatevi che abbandoni il lungo viaggio nell’esplorazione oscura del corpo, che ha segnato indelebilmente la storia del cinema e che ha ancora migliaia di angoli oscuri da esplorare. Mai come oggi, dove i nostri corpi di carne sono meno protagonisti dei nostri avatar virtuali, abbiamo bisogno del cinema di David Cronenberg che con questo nuovo piccolo gioiello ci ricorda che “The body is reality “, il corpo è realtà. 

Titolo: Crimes of the Future
Titolo originale: Crimes of the Future
Regia: David Cronenberg
Attori: Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman
Paese: Canada, Regno Unito, Grecia
Anno: 2022
Genere: Horror, Body-horror
Durata: 107 minuti