Rosemary’s Baby – Recensione

La maternità non è mai stata un’esperienza così diabolica. La recensione di Rosemary’s Baby di Roman Polanski.

Rosemary's Baby - Recensione
Rosemary’s Baby – Recensione

Se qualcuno cominciasse a guardare Rosemary’s Baby senza conoscerne il genere, inizialmente sarebbe portato a considerarla una commedia romantica. Ma così non è. Il film è un thriller/horror del 1968 diretto da Roman Polanski, un vero e proprio capolavoro del grande maestro del cinema. I titoli d’apertura del film, rosa e in corsivo, e la dolce musichetta di sottofondo tutto fanno pensare tranne che a un thriller coi fiocchi. Persino la scena iniziale con i due giovani sposini, Rosemary (Mia Farrow) e Guy (John Cassavetes), in cerca di una nuova casa per sistemarsi, crea un’atmosfera di serenità e leggerezza.

Tutto sembra procedere alla grande, persino i loro nuovi vicini, gli arzilli vecchietti Minnie (Ruth Gordon) e Roman Castevet (Sidney Blackmer), sembrano completare un quadro matrimoniale idilliaco. L’unico campanello d’allarme viene da un amico della coppia, Hutch (Maurice Evans), che avverte i giovani sposi che il palazzo in cui si sono trasferiti ha una cattiva fama, un passato legato alla stregoneria. Cosa nascondono i bizzarri e fin troppo invadenti vicini di casa di Rosemary?

Rosemary’s Baby è un thriller magistrale, costruito ad arte, pezzo dopo pezzo. Inizialmente appare come un mosaico incompleto, in cui si comincia a intravedere la figura finale, ma ancora mancano tasselli fondamentali che rendano l’immagine chiara. Minnie e Roman fin dall’inizio appaiono sospetti agli occhi dello spettatore, Polanski non nasconde il loro essere strani e inquietanti. Non si tratta di un thriller in cui solo alla fine si scopre l’insospettabile colpevole: stavolta è sotto gli occhi di tutti fin dal principio.

Rosemary's Baby - Recensione
Rosemary’s Baby – Recensione

Cosa rende allora questo film così avvincente? Il dubbio, il dubbio che si insinua nel profondo, e il sospetto. Rosemary non è la consueta protagonista ingenua che riesce ad arrivare alla soluzione solo quando ormai è troppo tardi, ma è una donna sveglia e consapevole. Una delle parti più suggestive visivamente e più inquietanti del film sono i sogni della nostra protagonista, o meglio gli incubi. I demoniaci incubi che trasportano non solo Rosemary, ma anche lo spettatore in un vortice di orrore e di delirio, in un sottilissimo confine fra sogno e realtà. E proprio qui si innesca il raffinato meccanismo del thriller: fin dove si tratta di finzione, e dove comincia la realtà? Quanto di quello che vediamo è vero e quanto frutto della fantasia della protagonista?

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Il talento di Mia Farrow nell’interpretare la fragile, ma al tempo stesso forte e determinata madre che vuole proteggere il suo bambino, è innegabile. Le sue espressioni di dolore e di orrore riempiono da sole lo schermo e trasmettono inquietudine anche senza bisogno di parole. Non ci sono momenti morti in Rosemary’s Baby, in quanto ogni pausa è riempita da un’espressione, un sospiro o la semplice colonna sonora che non fanno che coronare un mix già perfetto. Lo spettatore rimane col fiato sospeso per tutta la durata del film, per sapere quale sarà il destino della giovane.

Ruth Gordon in Rosemary's Baby
Ruth Gordon in Rosemary’s Baby

Ruth Gordon, d’altra parte, è la stella di questo film, anche più della protagonista. Si è potuta apprezzare in un film come Harold & Maude, dove interpretava una dolce vecchietta, e Minnie si potrebbe definire l’esatta nemesi di Maude. La camaleontica attrice, infatti, è passata ad impersonare una donna all’apparenza cordiale, buffa e un po’ invadente, ma che cela segreti che farebbero accapponare la pelle ai più. Eccezionali i cambi repentini di espressione di Ruth Gordon, capaci di far trasalire lo spettatore e a fargli intravedere tutta la malizia che si cela dietro le azioni di Minnie.

Coinvolgente, mozzafiato, sapientemente assemblato, Rosemary’s Baby è un film che assolutamente non può mancare nella collezione di chi ama Polanski, ma anche per gli appassionati di thriller, o semplicemente per gli amanti di ottimo cinema. Il film ha tutti gli ingredienti per soddisfare qualsiasi palato, persino il più esigente: un ottimo cast, una colonna sonora da brividi, il giusto ritmo narrativo, tensione ad alti livelli e, non per ultimo, un regista di calibro.

RASSEGNA PANORAMICA
5
Alessia Arnold
Horror-maniaca fin dall'infanzia, aspetto ancora l'Uomo Nero mentre molte sognano il Principe Azzurro. Il mio guardaroba è total black e quando mi chiedono se è morto qualcuno rispondo.."non ancora".
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