The Lodge – Recensione

The Lodge - Recensione
The Lodge – Recensione

I registi di Goodnight Mommy tornano con un thriller-horror psicologico spietato ed efficace. 

The Lodge è un horror-thriller anglo-americano del 2019 diretto da Veronika Franz e Severin Fiala, rispettivamente zia e nipote, uscito il 16 gennaio nelle sale italiane con Eagle Pictures. La pellicola è prodotta dalla storica Hammer Film Productions, casa che produsse il celeberrimo Dracula il vampiro con Christopher Lee e che negli anni 60/70 con la “formula Hammer” riuscì a rendere famoso il genere horror in tutto il mondo. 

Quelli però erano horror d’altri tempi, The Lodge è un film dell’orrore “new generation” che, basato sulla sceneggiatura dell’italo-scozzese Sergio Casci a cui però hanno messo mano anche i due registi, tende a rappresentare più l’horror-psicologico che quello soprannaturale. 
Religione, simboli sacri, senso di colpa, famiglia e fanatismo sono gli ingredienti di questo thriller dalle tinte horror, asciutto e perturbante che ci trascinerà in un incubo spietato. 

Richard (Richard Armitage) è il padre di due bambini, Aiden (Jaeden Martell) il fratello maggiore e Mia (Lia McHugh) la sorellina più piccola. Il matrimonio con Laura (una rispolverata Alicia Silverstone) non funziona da un po’ di tempo e la nuova relazione con Grace (Riley Keough) lo spinge al passo decisivo: chiedere il divorzio. 
In seguito ad un tragico evento, i figli di Richard, che (ovviamente) non stravedono per la nuova compagna di papà, saranno costretti a passare qualche giorno in montagna da soli proprio con Grace. Durante il periodo di Natale e bloccati da una bufera di neve in una casetta di montagna, per l’appunto “The lodge”, i tre saranno costretti a una claustrofobica e alienante convivenza. 

Sono stato volutamente criptico nell’esporre la trama, dato che non voglio spoilerare nulla, perché, anche se The Lodge si basa su un colpo di scena piuttosto annunciato, contiene al suo interno diversi accadimenti sorprendenti che avranno l’effetto di un pugno nello stomaco e per tutto il film vivrete comunque un senso di disorientamento che vi porterà continuamente a porvi la seguente domanda: “Che sta succedendo realmente?”.

L’intera vicenda appare talmente prevedibile da risultare un po’ ridicola quando verrà svelata. Il finale però, anche se anch’esso prevedibile negli eventi principali, non lo è nel suo svolgimento, Franz e Fiala ci scaraventano infatti in un acre e spietato epilogo che risolleva pesantemente le sorti del giudizio finale. La pellicola appare priva di un vero significato o messaggio morale, e forse per questo motivo assume un’aura ancora più caotica e fatale che potrebbe affascinare lo spettatore. 

La malattia mentale di Grace (non lo avevo detto? si è matta!) gioca un ruolo determinante nell’organizzazione di una messa in scena, che ballerà tra allucinazione e realtà, incubo e inganno e che ci impedirà di comprendere cosa stia accadendo. 

Claustrofobico e straniante, con abbondanti piani sequenza e inquadrature simmetriche alla Stanley Kubrick o Wes Anderson, una fotografia sublime curata da Thimios Bakatakis che abbiamo visto in Il sacrificio del cervo sacro, e una recitazione di alto livello nel quale spiccano la Keough e la giovane McHugh, fanno di The Lodge un horror sofisticato e al di sopra della media. 

The Lodge

Le citazioni dei classici dell’horror non mancano, come il gustoso omaggio a La Cosa di John Carpenter che i protagonisti guardano in salotto, cult che con The Lodge condivide il clima gelido e il forzato isolamento. Ma appare del tutto fuori luogo l’elemento della casa delle bambole con cui la bambina gioca e in cui vengono rappresentati in successione gli accadimenti: “scopiazzatura” troppo goffa della casa in miniatura di Hereditary del talentuoso Ari Aster.

The Lodge ricorda Good mommy, precedente film dei due registi? La spiegazione è semplice: il soggetto di Sergio Casci era simile e la coppia di registi è stata scelta per quella ragione. Sono molti i temi in comune anche con Die Trud, segmento di Field Guide to Evil: famiglia, religione e peccato. 

Attenzione spoiler – 

In questa non banale sceneggiatura i collegamenti con la realtà ci sono ed affascinano: infatti Grace è l’unica superstite di una setta religiosa che si è suicidata in massa. The Lodge assume un’aura più mistica scoprendo che fa riferimento a Heaven’s Gate (“Il cancello del paradiso”) una setta ufologica realmente esistita che il 26 marzo del 1997 vide i 39 membri togliersi la vita suicidandosi, perché in questo modo credevano di poter raggiungere un’astronave che sarebbe passata nell’orbita terrestre proprio in quel momento. La cosa inquietante è scoprire che tutt’oggi due membri sopravvissuti del Heaven’s Gate si occupano di mantenere online il sito ufficiale e di rispondere alle domande che arrivano tramite e-mail (sito di Heaven’s Gate http://www.heavensgate.com)

Fine spoiler – 

Inizia con il botto questo 2020 per gli amanti dell’horror. Una pellicola sofisticata e convincente, che fa ben sperare per il futuro di questa insolita coppia di registi. Gran bel colpo anche per la Hammer che merita di tornare ai fasti di un tempo. 

Titolo: The Lodge
Titolo originaleThe lodge
RegiaSeverin FialaVeronika Franz
Attori:   Riley KeoughRichard ArmitageAlicia Silverstone
Genere: Horror, thriller
Durata: 100 minuti
Anno: 2019
Paese: USA, Canada, UK

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