Stranger things 2 – Recensione

Ritorna la serie tv cult dei fratelli Duffer. La recensione di Stranger things 2.

Stranger Things 2 - Recensione
Stranger Things 2 – Recensione

Nove episodi (uno in più della prima stagione) riportano gli spettatori a Hawkins per seguire le avventure di Will, Mike, Undi e tutti gli altri. Ecco la recensione senza spoiler e senza olio di palma di Stranger Things 2.

Diciamo innanzitutto che questa nuova stagione di Stranger Things non ha niente da invidiare alla prima. Fatta eccezione per alcune lungaggini, il risultato finale è di nuovo sopra la media. Un elemento davvero lodevole è la scomposizione della trama principale in molte sotto-trame, questo ha dato la possibilità agli sceneggiatori di dare più spazio a molti personaggi, sviluppandoli meglio. Se nella prima stagione, Hawkins e le persone che incontravamo sembravano estensioni di casa Byers o Wheeler, in Stranger things 2 ognuno ha conquistato la propria individualità. Certo, alcune storyline funzionano meglio di altre, ma nel complesso questo è sicuramente un punto a favore della nuova stagione.

Una delle trame in parte meno riuscite è quella di Undi. Undi, Undici, Eleven o Jane (Millie Bobby Brown) che dir si voglia, è viva (e questo non è uno spoiler, insomma, trailer a parte era abbastanza ovvio) e segregata per ragioni di sicurezza in casa del capo della polizia Jim Hopper (David Harbour). Il rapporto che si costruisce tra di loro è bellissimo e molto toccante, neanche i meno sensibili potranno rimanere indifferenti a tutta questa dolcezza. È l’altra faccia della storyline di Undi a convincere in modo minore. Senza spoilerare troppo, possiamo solo dirvi che un nuovo personaggio farà la sua comparsa e che l’episodio 7 spaccherà i fan in due fazioni. Personalmente ci sentiamo dalla parte dei detrattori, perché la puntata appare davvero forzata e non si incastra bene nella trama.

Per farsi perdonare i fratelli Duffer ci regalano una delle accoppiate più divertenti della storia delle serie tv: Steve e Dustin. Joe Keery e Gaten Matarazzo sfoggiano una performance esilarante e fortunatamente è stata data più profondità al personaggio di Steve (#DateunaRagazzaaSteve). Anche Lucas (Caleb McLaughling) ha avuto i suoi momenti di gloria, e anche un flirt con un nuovo personaggio, Maxine “Mad Max” (Sadie Sink), rossa e lentigginosa campionessa di videogiochi. Personaggio amabile ma poco approfondito, aspettiamo la prossima stagione. In Stranger things 2 facciamo conoscenza anche con la mamma di Dustin e la famiglia di Lucas, altro elemento che contribuisce a dare realismo alla vicenda.

Un altro personaggio con un ruolo molto più ampio rispetto alla prima stagione è Will. Noah Schnapp offre agli spettatori un’interpretazione magistrale, coinvolgente a tratti inquietante. Nella prima stagione la sua scomparsa era il motore di tutta la vicenda, ora è lui il vero protagonista, mentre Mike (Finn Wolfhard) è una figura meno preponderante.

Tra le novità del cast invece spicca Sean Astin, ex Samvise Gamgee (Il Signore degli Anelli) ma soprattutto ex Goonies (interpretava Mikey Walsh), nel ruolo di Bob, il nuovo fidanzato di Joyce (Winona Ryder). Abbiamo apprezzato la sua presenza, anche se il suo ruolo ha dei limiti e delle caratteristiche bene definite e un po’ prevedibili.

Non è l’unico elemento di Stranger things 2 a risultare un po’ telefonato, per esempio anche la sotto-trama di Jonathan e Nancy (Charlie Heaton e Natalia Dyer) appare un po’ scontata. Molti spettatori di questo show sono fan anche dei cult anni ’80 e, un po’ come i fan dell’horror, sono abituati a vedere sullo schermo gli stessi schemi, senza stancarsi mai. Ma il troppo come si sa stroppia, e l’effetto è stato quello di rendere alcune parti un po’ lente. Le citazioni nerd sono come sempre moltissime (Ghostbusters, Dragon’s Lair, e Dungeon & Drangons) e Stranger things 2 rispetta le regole del sequel ampliando al massimo la minaccia sovrannaturale: mostri più grandi (il Mostro-Ombra che infetta Will), più cattivi (il lovecraftiano Mind Flayer) e più numerosi (i Democani: è un po’ come guardare “Aliens – Scontro finale”).

I fratelli Duffer con Stranger things 2 confermano la loro bravura, confezionando un prodotto di qualità che, a parte qualche lungaggine di troppo e un po’ di patetismo, poggia i piedi su un cast strepitoso e una sceneggiatura solida.

RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
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Valentina Fioresi
Valentina Fioresi, barista di notte e final girl di giorno. Horrormaniaca per passione.