Most Beautiful Island – Recensione

Most Beautiful Island è il primo horror di Ana Asensio, interessante e ricco di suspance.

Most Beautiful Island - Recensione
Most Beautiful Island – Recensione

Most Beautiful Island di Ana Asensio è un horror raffinato, che non punta sul gore per impressionare lo spettatore.

Most Beautiful Island è il film horror d’esordio della regista spagnola Ana Asensio, vincitore di diversi premi internazionali, in uscita nelle sale italiane il 16 Agosto 2018, distribuito da ExitMedia. La particolarità è che Ana Asensio, in questa sua prima opera, è sia regista che attrice protagonista, e su cala appieno e in prima persona nella pellicola.

Most Beautiful Island narra le vicende di Luciana, immigrata spagnola a New York in fuga da un passato drammatico. Giunta con la speranza di intraprendere una nuova vita nella Grande Mela, in realtà Luciana si trova in serie difficoltà economiche, dato che non riesce a trovare un lavoro e si arrangia come può con impieghi saltuari. Tutto cambia quando un giorno la sua amica Olga (Natasha Romanova), un’ex modella russa, le propone un guadagno facile: si tratta solo di presentarsi a un party vestita elegante e riceverà una grossa somma di denaro in cambio. Allettata, Luciana accetta e si presenta nel luogo stabilito: ma scoprirà che per ottenere quei soldi potrebbe pagare un prezzo troppo alto.

Most Beautiful Island è un horror particolare, molto sofisticato: non cerca di scioccare lo spettatore con elementi splatter o gore, punta piuttosto sulla tensione emotiva e psicologica che riesce a creare. La suspence rimane alta per tutta la durata del film, non risultando mai noioso. Nella parte iniziale troviamo un focus sulla vita quotidiana di Luciana: giorni pieni di disperazione e tentativi, riusciti o meno, di racimolare qualche dollaro per andare avanti. Uno squallore che diventa necessario preludio a ciò che accadrà successivamente e che darà un twist decisivo al film e alla vita della protagonista.

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Most Beautiful Island ricorda molto Hostel (2005). Potrebbe sembrare un controsenso, dato che nell’opera di Ana Asensio non è presente l’elemento splatter, ma il contesto in cui viene trascinata Luciana si rifà molto a quelle atmosfere del film di Eli Roth. Un altro film che viene rievocato per la natura delle vicende narrate è Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999): anche qui i richiami sono vaghi, però presenti, sempre nella parte che riguarda i party esclusivi.

La Luciana interpretata dalla stessa regista è il classico prototipo di donna allo sbando, confusa, in cerca di certezze ma che, di fronte al pericolo, di fronte al rischio della vita, riesce a prendere la situazione in mano e a dominarla. Un’ottima interpretazione, naturale e mai forzata, che riesce a rendere al meglio un personaggio che potrebbe essere senza problemi reale, quindi non solo una figura fittizia, “da grande schermo”.

Most Beautiful Island, come prima opera, è un film coraggioso che riesce a dare spunti interessanti. Non un capolavoro assoluto, ma sicuramente un’eccellente partenza per una carriera registica che potrebbe prospettarsi promettente. Il consiglio, in conclusione, è di dare una chance a questo horror nuovo e tutto al femminile.

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RASSEGNA PANORAMICA
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Alessia Arnold
Horror-maniaca fin dall'infanzia, aspetto ancora l'Uomo Nero mentre molte sognano il Principe Azzurro. Il mio guardaroba è total black e quando mi chiedono se è morto qualcuno rispondo.."non ancora".