L’Anticristo – Recensione

L'Anticristo (1974) - Recensione
L’Anticristo (1974) – Recensione

“Cugino” minore di altissima qualità de L’esorcista di William Friedkin. La recensione de L’Anticristo di Alberto De Martino.

Dopo il successo mondiale de L’esorcista di William Friedkin, durante la seconda metà degli anni 70 i cinema di tutto il pianeta vennero invasi da una vagonata di pellicole a tema demoniaco, una lunga serie di epigoni più o meno riusciti che trattavano il tema in tutte le salse possibili. Fra i migliori titoli usciti nell’ondata post-Esorcista, spicca il nostrano L’Anticristo, lungometraggio del 1974 diretto da Alberto De Martino.

Il cineasta romano, mestierante del nostro cinema bis e grande “terrorista di generi” alla maniera di Lucio Fulci, con molta probabilità trova il suo miglior lavoro proprio con questa produzione horror, arrivata nella fase conclusiva della sua carriera. Ma cosa differenzia L’Anticristo da tutte le copie carbone del film di Friedkin?

Già dalla trama il film tenta di discostarsi dal binario solcato dall’illustre predecessore, pur ricalcandone alcuni stilemi; c’è la solita indagine sull’origine del male che affligge la protagonista, cosi come l’immancabile esorcismo conclusivo. Tuttavia, il plot de L’Anticristo regala sorprese, con innesti psicologici e folkloristici di certo impatto.

La narrazione scorre via col giusto ritmo, cadenzato ma intenso, senza scadere mai nella pedanteria. Ci sono anche le giuste accelerazioni, che De Martino gestisce sapientemente calibrando tutto alla perfezione. Gli snodi narrativi, benché prevedibili, risultano tutti convincenti, garantendo alla storia una longevità che tanti titoli dello stesso genere, anche  recenti, non possiedono.

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Indubbiamente i punti forti dell’opera sono la prova di Carla Gravina e l’atmosfera ricreata dal regista. L’attrice italiana, protagonista assoluta della pellicola, riesce a reggere con ragguardevole carisma l’impatto con un ruolo complicato e problematico, tenendo conto soprattutto del periodo d’uscita del film. La Gravina brilla in modo incredibile, tratteggiando superbamente la tormentata e dilaniata Ippolita, trovando il giusto equilibrio senza cadere mai nel trash. Sicuramente, nel sottogenere, la performance dell’attrice italiana è fra le migliori in assoluto. Per quanto concerne l’atmosfera, L’Anticristo ancora oggi fa il suo gran bel figurone: le tenebre avvolgono perennemente lo spettatore, immerso per tutta la visione in un clima cupo, tetro, malato. De Martino mescola arcano, tradizioni e folklore alla possessione più plateale, inquietando però con i dettagli, tramite l’utilizzo di piccoli elementi che danno quel tocco in più, come ad esempio le tetre teste nel corridoio dell’abitazione degli Oderisi. De Martino ripudia totalmente i moderni jumpscare, preferendo una costruzione della paura lenta e metodica, che ancora oggi rende il titolo appetibile.

Da non dimenticare anche i tanti elementi blasfemi inseriti dal regista, come la scandalosa (non solo per l’epoca) immagine del Cristo fallico. A tal proposito, è esemplificativa la sequenza iniziale, immersa in un clima delirante fra superstizione, credenze e fanatismo, il tutto gestito con un ottimo taglio documentaristico dal cineasta italiano.

Tecnicamente il film ancora oggi si difende bene, malgrado effetti digitali obsoleti e un campionario di attori dalla qualità altalenante. La regia di De Martino è valida e il film riesce ad incutere la giusta dose di paura. Buoni gli effettacci artigianali, di gran lunga più riusciti di quelli realizzati in un arcaico digitale.

In definitiva, L’Anticristo è un prodotto di spessore, una versione italiana del tutto riuscita del classico d’oltreoceano di Friedkin. De Martino non ha paura di osare e lo dimostra, mantenendo alcuni cliché ma arricchendo il prodotto con una serie di idee innovative che a distanza di anni risultano ancora fresche. Il titolo, essendo comunque un prodotto a basso costo, ha le sue lacune e le sue ingenuità, ma la morbosità della storia, il coraggio della crew, la bravura della Gravina e un’atmosfera malsana rendono quest’opera del ’74 un film da recuperare assolutamente.

Titolo: l’Anticristo
Titolo originale:  L’Anticristo
Regia:  Alberto De Martino
Attori:  Carla Gravina, Mel Ferrer, Arthur Kennedy, Alida Valli, Remo Girone, 
Genere: Horror
Durata: 112 min
Anno: 1974
Paese: Italia

RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
Amante dell'arte in tutte le sue forme e aspirante autarchico (in pieno stile Nanni Moretti). La mia principale passione è ovviamente il cinema, in particolare quello horror con cui ho instaurato una sanguinosa e appagante relazione d'amore.