Gilles De Rais, serial killer al tempo di Giovanna D’Arco

Mentre Giovanna D’Arco combatteva gli inglesi per volere di Dio, uno dei suoi comandanti uccideva bambini per volere del diavolo. Due facce della stessa medaglia, eppure la storia ci ha insegnato che Giovanna D’Arco ha combattuto gli inglesi per riprendersi la Francia e Gilles De Rais, l’uomo in questione; ha ucciso all’incirca 140 bambini per puro delirio sessuale.

Pochi conoscono il maresciallo Gilles de Rais, nobile aristocratico al fianco della Pulzella d’Orleans di giorno e serial killer feroce la notte, questo perché ci sono storie che la storia nasconde. A differenza dell’omicidio seriale moderno, nel XV sec. la maggior parte delle persone che rispecchiavano indentikit dell’assassino seriale non erano i contadini, ma i nobili e gli aristocratici che uccidevano per diletto o per noia. Il nostro maresciallo, però, non uccideva per noia, ma per ricavare piacere dalla sofferenza che procurava alle sue giovani vittime.

Gilles De Rais
Gilles De Rais

Era solito ingaggiare qualcuno che si aggirasse nei villaggi per catturare le vittime e portarle al suo cospetto, una volta offertagli una cospicua cena il maresciallo sarebbe passato alle sue sadiche pratiche. Durante queste crudeltà egli non era mai solo, anzi, faceva assistere a valletti e cortigiani come se costoro fossero una sorta di pubblico. Dopo il suo arresto e le torture che subì, confessò l’innumerevole quantità di vittime, più di 100 fanciulli mutilati furono trovati in due delle sue dimore, ammise inoltre di aver praticato loro atti sadici e rituali satanici. Il 22 ottobre 1440 fu impiccato e il giorno dopo il cadavere fu arso sul rogo.

Quando si è bambini è tutto pericoloso e nel medioevo lo era ancora di più, persino l’ombra dietro una torcia che illumina il passaggio. Quante volte però, i nostri genitori ci avvertivano sui pericoli imminenti e di non accettare caramelle dagli sconosciuti? Ma quando le caramelle sono “le prelibate cene” con un illustre guerriero, vincitore di molte guerre, un eroe, non propriamente uno sconosciuto e si finisce con l’accettare. Arrivati al culmine della cena, il dolce sembra stato il piatto più ambito del banchetto, infatti, il nostro serial killer portava la vittima scelta in camera da letto per consumare l’ultima portata, la preda.

Questo però non era sufficientemente appagante per lui, infatti dopo aver abusato delle sue vittime era solito ucciderle personalmente, tagliando loro la gola, decapitandole, rompendogli il collo con un bastone oppure le uccideva con gioco di sua invenzione chiamato “gioco dell’impiccagione” che consisteva nel legare una corda attorno al collo del malcapitato e tirarlo su in modo che potesse soffocare, ma non gridare e alla fine in preda alla paura, veniva fatto scendere e messo tra la braccia di de Rais che lo rassicurava e cullava, quando all’improvviso, incideva con il suo coltello da esecuzione chiamato “braquemard” il collo della giovane vittima sgozzandola e osservando il sangue zampillare a più non posso.

Non sempre però, questa sua indole omicida era dovuta alla sua mente sadica e perversa, il più delle volte aveva uno scopo. Al di fuori delle molestie recate ai bambini, la loro morte era un sacrificio necessario per i rituali satanici di cui si serviva per trovare la leggendaria pietra filosofale (non quella di Harry Potter), grazie alla quale avrebbe potuto trasformare in oro qualsiasi metallo.

Parte della confessione di De Rais:

«Ho più volte mutilato, violentato e ucciso dei ragazzi, fossero femmine o maschi, più maschi per restare alla verità. Ho quindi mozzato loro le membra e la testa insieme ai mie complici, per poi donare queste parti al mio unico signore Satana…»

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