Il ritratto inedito del terrorista dei generi. La recensione di Fulci Talks

Fulci Talks è un documentario dedicato al regista Lucio Fulci diretto da Antonietta De Lillo da poco sbarcato in versione noleggio digitale sulla piattaforma CG Digital di CG Entertainment. Fulci è stato un regista estremamente eclettico che ha lasciato un segno indelebile nel cinema di genere italiano, realizzando pellicole cult come Zombi 2, L’Aldilà, Non si sevizia un paperino, spesso con budget ridottissimi e purtroppo riscuotendo nel tempo più “affetto” all’estero che in Italia. Infatti, per anni ha subito il pregiudizio della critica e lo snobismo del pubblico italiano troppo “americanizzato“, non ricevendo mai gli onori meritati.

Fulci Talks è minimalista, privo di qualsiasi immagine di repertorio o estratto dei film del regista a fare da copertura alle parole dell’intervistato. Scelta inizialmente difficile da decifrare, ma che col passare del tempo sembra la più logica possibile, infatti Fulci si mostrerà estremamente loquace e per circa 80 minuti parlerà davanti alla telecamera in una penombra che sembra l’allegoria della sua carriera. Un fiume di parole e di aneddoti cha la De Lillo, pur avendo già grande esperienza in campo documentaristico, ha voluto con reverenziale rispetto lasciare ininterrotti ed editare al minimo.

Ascoltarlo è un piacere, sia che siate cintura nera di storia del cinema, sia che siate dei pivelli alle prime armi. Un meraviglioso tesoro formativo riemerso che nasce da una conversazione risalente a 30 anni fa, tra Lucio Fulci, la regista Antonietta De Lillo e il critico cinematografico Marcello Garofalo. Fulci si presenta raccontando veramente tutto, dalla sua genesi biologica e le origini siciliane, ai suoi inizi nel cinema. Come oratore sfoggia racconti e infila stoccate con la stessa briosa capacità narrativa che applica al suo cinema: dai primi lavori come aiuto regista, all’esordio in prima linea grazie a Totò, al lungo sodalizio con Franco e Ciccio, fino al matrimonio col cinema horror e le frecciatine all’eterno “nemico/amico” Dario Argento. Un excursus tra luci e ombre della sua prolifica carriera cinematografica, che ci aiuterà a conoscere meglio questo misterioso artista, notoriamente schietto, ma come si definisce lui anche bugiardo.

Asciutto, sintetico e pragmatico, Fulci Talks è quasi come un reperto antropologico che “andava salvato”, no non siamo nello spot di un noto amaro italiano, qui la retorica non si addice per nulla, infatti era giusto rivalutare questo genio del cinema italiano, che come tanti grandi della storia è stato riconosciuto troppo tardi, proprio come lui aveva previsto, post mortem. Questo è potuto accadere grazie alla riconoscenza di registi come Quentin Tarantino che dopo aver vinto Cannes dichiarò che Fulci era stato uno dei “suoi maestri”, ma anche a chi ha sempre creduto in lui, come la De Lillo e Garofalo che aggiungono un importante contributo per la riconsiderazione del cineasta.

Fulci Talks ha un valore inestimabile e per questa ragione ogni paragone con Fulci for Fake appare del tutto superfluo, non solo perché i due prodotti sono assolutamente complementari, opposti nel concept ed entrambi imperdibili per gli estimatori di Fulci, ma perché “Il cinema va amato tutto” diceva il Maestro e questo documentario è un nuovo e importantissimo tributo, fondamentale per la riscoperta di questo regista.

Titolo: Fulci Talks
Titolo originaleFulci Talks
Regia: Antonietta De Lillo
Attori: Lucio Fulci
Paese: Italia
Anno: 2021
Genere: Documentario
Durata : 80 minuti

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