La prima sfida dell’Uomo delle Favole. La recensione di Duel

Duel è un film thriller del 1971 diretto da Steven Spielberg, tratto dall’omonimo racconto di Richard Matheson pubblicato su Playboy. Il cast è ridotto all’essenziale e comprende Dennis Weaver, Carey Loftin e Jacqueline Scott. L’edizione home video distribuita da Plaion Pictures propone il film in 4K + Blu-ray include la versione originale televisiva nel formato 1.33:1, oltre a diversi contenuti speciali come: “Conversazione con Steven Spielberg”, “Steven Spielberg e il piccolo schermo”, “Richard Matheson: la stesura di Duel” e il trailer cinematografico.

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David Mann è un uomo tranquillo e ordinario: guida un’auto ordinaria e viaggia per lavoro su una strada altrettanto ordinaria. È impaziente di raggiungere l’appuntamento e fare poi ritorno dalla famiglia, ma una grossa motrice Peterbilt 281 del 1955 tutta arrugginita (anche questa ordinaria su quelle strade) inizia a perseguitarlo, per colpa di un sorpasso “irrispettoso”. Ed è così che un semplice screzio stradale trasforma le lunghe strade del deserto del Mojave nel terreno di un duello senza precedenti.

Duel è il primo lungometraggio di Steven Spielberg, realizzato come film televisivo per l’ABC Movie of the Week, è quello che ha dato il via alla straordinaria carriera del regista statunitense. Una storia semplice, ricca di azione e raccontata in modo magistrale. Spielberg, oltre a regalarci un tripudio di inquadrature suggestive, trasforma un thriller automobilistico in un vero e proprio film western.

Gli specchietti retrovisori, i finestrini, ogni geometria dell’automobile diventa lo strumento con il quale il regista disegna splendide inquadrature stratificate e dotate di un dinamismo profondo. Il linguaggio cinematografico dal taglio fortemente hitchcockiano rende questa semplice trama un thriller ad alta tensione estremamente coinvolgente. Lunghe autostrade nel deserto creano un’ambientazione apocalittica, spaziosa ma priva di vie di fuga: la strada è un “binario” che punta in un’unica direzione; l’appuntamento con il camion è solo questione di tempo. David viene catapultato da una vita ordinaria in una guerra per la sopravvivenza, folle ma credibile.

Vedendolo oggi penso a come Duel abbia generato degli eredi più o meno simili a lui, come Un giorno di ordinaria follia, dove William Foster, protagonista interpretato da Michael Douglas, si ritrova catapultato da una vita normale in un “campo di battaglia”, solo che in questo caso è il protagonista ad essere pericoloso. L’automobilista killer lo troviamo anche ne Il giorno sbagliato con Russell Crowe, pellicola poco riuscita ma che riprende l’interessante tema del duello stradale.

Poi abbiamo l’invisibile autista del Peterbilt 281: non ha volto, non ha nome, ma il mezzo che guida ci dice che non è uno di città. Spielberg, nella sua opera prima, inserisce il tema della paura del bifolco, anticipando pellicole come The Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper o il più recente Wrong Turn (2003) di Alan McElroy. In tutti questi film, l’uomo di città oltrepassa i confini consentiti, attivando la ferocia dei “locals”.

Duel sembra un’opera in sottrazione, semplice, ma in realtà è articolata e ricca di comunicazione visiva attraverso una regia dinamica e stratificata; la colonna sonora è popolata da suoni che danno vita agli oggetti e agli ambienti. I temi psicologici esplorano paure antiche e moderne, contribuendo a generare un thriller senza data di scadenza. Infine, strizza l’occhio all’horror, creando un villain così misterioso e incorporeo da diventare metafisico. A un’opera così, i confini di un televisore sono molto stretti.

Titolo: Duel
Titolo originale: Duel
Regia: Steven Spielberg
Attori: Dennis Weaver, Carey Loftin, Jacqueline Scott
Paese: USA
Anno: 1971
Genere: Thriller
Durata: 90 min