Candyman, Candyman, Candyman, Candyman, Ca… La recensione di Candyman

Candyman è un film horror del 2021 diretto da Nia DaCosta (Little Woods) e scritto dalla regista insieme a Jordan Peele e Win Rosenfeld, sceneggiatore anche del primo episodio di The Twilight Zone, la serie tv prodotta da Peele. Nel cast troviamo Yahya Abdul-Mateen II, Teyonah Parris, Nathan Stewart-Jarrett, Colman Domingo (Fear The Walking Dead) e Tony Todd. Questo Candyman è una delle poche fortunate pellicole arrivate nelle sale cinematografiche, ma prima di riuscirci la sua uscita è stata rimandata ben tre volte. Ultimamente è arrivata sul mercato dell’home video in formato DVD e Blu-ray grazie a Eagle Pictures.

Mettendo in play la pellicola, vediamo già dal logo specchiato della Universal e dai titoli di testa sovrapposti alle immagini di una metropoli ribaltata, che nulla è lasciato al caso: i dettagli iniziali cercano di farci entrare nel mood giusto facendoci intuire che d’ora in avanti vivremo in una realtà che ha due dimensioni speculari. Una dualità che ritroviamo fortuitamente anche nella simbologia di Noi e Get Out, pellicole dirette da Jordan Peele.

Il film è pieno di superfici riflettenti nelle quali è assolutamente vietato ripetere il nome di Candyman per cinque volte, pena il suo arrivo e che ti faccia a pezzi. La triste storia di Candyman è un racconto di intolleranza e di odio razziale: una leggenda raccontata nel primo film diretto da Bernard Rose che trattava di un certo Daniel Robitaille, un’artista nero che si innamora di una ragazza bianca dal cui padre gli era stato commissionato il ritratto, e di cui lei rimane incinta. Punito e torturato dal padre e alcuni concittadini, viene messo difronte ad uno specchio perché possa vedere in che condizione è stato ridotto. Nello specchio rimarrà racchiusa la maledizione di Candyman, ovvero l’appellativo derisorio che gli viene affibbiato.

Ingiustamente meno noto dei colleghi villain come Jason Voorhees, Freddy Krueger o Micheal Myers, Candyman è un “cattivo” estremamente profondo e affascinante, che veicola un’importante messaggio sociopolitico e forse proprio per questo il film subisce una discriminazione “invisibile” che lo porta ad essere considerato un cult solo dagli orrorofili più esperti. Si può dire che Candyman sia ispirato ai soprusi realmente avvenuti alle persone nere e che tendiamo a dimenticare. Ed è per questo che se dopo un crimine così grande, qualcuno osa invocarlo di fronte ad uno specchio, lui appare e restituisce il male ricevuto. L’omicidio di Robitaiile rappresenta una sorta di peccato originale, una condanna che colpisce la società americana e che considera tutti colpevoli, nel passato, nel presente e nel futuro.

Questo nuovo sequel di Candyman ignora gli eventi dei sequel Candyman 2 – L’inferno nello specchio (1995) e Candyman – Il giorno della morte (1999), collegandosi direttamente al primo film, ed è ambientato molti anni dopo sempre a Chicago nel quartiere Cabrini-Green, luogo che all’epoca era un agglomerato di case popolari e che ora è un sobborgo amato da artisti e dall’alta borghesia nera. È qui che verrà a vivere Anthony McCoy, giovane pittore di talento che sta vivendo una crisi creativa. Sarà la leggenda metropolitana di Candyman ad ispirare la nuova vena artistica di Anthony, e più questa verrà alla luce e più lascerà una scia di morte ed oscurità intorno alla vita del ragazzo.

Candyman 2021 riprende tutti questi temi del primo film senza tradirne lo spirito. Come è auspicabile la storia si evolve, prosegue e si adatta ai giorni nostri. Il messaggio del primo film viene ampliato, creando una visione più globale del tema sulla violenza a sfondo razziale.

La regia di Nia DaCosta è solida e convincente, guai a classificarla come una succube estensione di Peele, risultereste un tantino misogini e maschilisti nel sottintendere che ci sia un uomo dietro i meriti di questa brava regista. Infatti la DaCosta, appassionatasi alla regia grazie ad Apocalypse Now e che ha avuto come maestro Martin Scorsese e idoli come Francis Ford Coppola, Steven Spielberg e Sidney Lumet, non “assomiglia” stilisticamente al regista di Us e Get Out. La nostra signora è la prima regista donna afroamericana ad aver diretto un film di Hollywood arrivato al primo posto del box office statunitense, e purtroppo per i fan dell’horror, sarà anche la prima donna afroamericana a dirigere un film della Marvel (Capitana Marvel 2). La speranza è che possa tornare al più presto a dirigere un nuovo horror, magari proprio il seguito di questo Candyman!

Titolo: Candyman
Titolo originaleCandyman
RegiaNia DaCosta
Attori: Yahya Abdul-Mateen II, Teyonah Parris, Nathan Stewart-Jarrett, Colman Domingo, Tony Todd
Paese: USA
Anno: 2021
Genere: horror
Durata : 91 minuti

RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
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candyman-recensioneRiprende tutti i temi del primo Candyman senza tradirne lo spirito. La storia si evolve, prosegue e si adatta ai giorni nostri. Il messaggio viene ampliato, creando una visione più globale del tema sulla violenza a sfondo razziale.